Violenza sulle donne, in via Roma cento richieste di aiuto in un anno

MONTESILVANO. Oltre cento donne assistite in un anno. È questo il bilancio dei primi 12 mesi dall’apertura dello sportello antiviolenza di via Roma, un servizio messo a disposizione dal Comune di...
MONTESILVANO. Oltre cento donne assistite in un anno. È questo il bilancio dei primi 12 mesi dall’apertura dello sportello antiviolenza di via Roma, un servizio messo a disposizione dal Comune di Montesilvano per offrire un valido sostegno alle donne residenti o provenienti da fuori città alle prese con i problemi più disparati.
È bene specificare che di queste, solo in pochissimi casi la segnalazione è sfociata in una vera e propria denuncia di violenza subita e ha aperto la strada a un allontanamento dalla famiglia. Nella maggior parte dei casi, invece, le donne che si sono rivolte allo sportello che sorge in pieno centro, a pochi passi dal Comune, hanno chiesto più un sostegno di tipo psicologico per poter affrontare problemi di diversa natura. La struttura, inaugurata un anno fa in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne e finanziata attraverso il fondo povertà 2019, è un distaccamento dell’Azienda Speciale che si occupa, più in generale, dell’inclusione e dei problemi delle famiglie. Al suo interno lavorano due amministrativi, due psicologhe, due assistenti sociali e tre educatori. Proprio per andare incontro alle vittime di violenza e, più in generale, alle donne in difficoltà, tuttavia, oltre all’ingresso principale, è stato creato un accesso laterale autonomo, per garantire riservatezza e sicurezza a chi ha bisogno di chiedere aiuto. È stato, inoltre, messo a disposizione un numero di telefono dedicato (085 4225018). Ed è proprio a questo numero che oltre un centinaio di donne, negli ultimi 12 mesi, ha richiesto un colloquio privato con una delle due psicologhe che hanno continuato a ricevere in presenza nonostante l’emergenza Covid.
«A un anno esatto dalla sua apertura», commenta l’assessore alle politiche sociali, Barbara Di Giovanni, «possiamo tracciare un bilancio positivo del servizio, dal momento che sono state tante le donne che hanno ricevuto sostegno psicologico o che, dopo un primo colloquio con le professioniste dell’Azienda Speciale, sono state indirizzate in strutture o servizi dedicati a risolvere i loro problemi. Di queste, fortunatamente, solo pochissime hanno avuto la reale necessità di intraprendere un percorso di denuncia vera e propria».
Quanto alle utenti che hanno usufruito dello sportello, l’assessore evidenzia come molte siaNo arrivate anche da città limitrofe. «Spesso le donne preferiscono rivolgersi fuori dal proprio comune per questo genere di problemi», evidenzia, «perché nella propria città si è sempre più restii a farsi vedere da persone che si conoscono. Questo anche perché, purtroppo, molte donne fanno ancora molta fatica ad ammettere o a denunciare le violenze subite, sia fisiche che psicologhe». Eppure sono ancora troppe le donne che vivono ogni giorno, sulla propria pelle, e spesso anche su quella dei propri figli, qualche forma di violenza o sopruso. È per questo che l’amministrazione è intenzionata a proseguire sulla strada intrapresa, ampliando sempre di più i servizi offerti e magari anche aprendo la casa rifugio rimasta sulla carta per mancanza di fonti di finanziamento. «Sempre su questo fronte», rivela Di Giovanni, «di recente abbiamo aderito, insieme al Comune di Pescara, a un tavolo di lavoro aperto in Prefettura insieme alle forze dell’ordine e con il sostegno dell’associazione Ananke, per dar vita a progetti orientati a far emergere situazioni di violenza e a fornire un aiuto alle donne, anche alla luce dei nuovi fenomeni legati, ad esempio, al mondo del web. Su quest’ultimo aspetto, fondamentale è la presenza al tavolo della polizia postale». (a.l.)
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