Violenze in casa e tradimenti In un anno mille separazioni

Il presidente del Tribunale, Angelo Bozza: «I dati sono in linea con quelli degli ultimi anni» Il motivo? La crisi economica legata al Covid ha scoraggiato anche chi ha deciso di lasciarsi
PESCARA. La violenza tra le mura domestiche, l’infedeltà coniugale, le incompatibilità di carattere. Questi i motivi che anche nel Pescarese hanno portato di recente le coppie a scoppiare e quindi a chiedere separazioni e divorzi. La fotografia arriva dagli ultimi dati Istat che, se da una parte non si discostano da quelli degli anni precedenti, dall’altro raccontano anche di una crisi economica, dovuta al Covid, che ha impedito prese di posizioni tra coniugi in lite.
Quanto a chi si separa, la violenza domestica rappresenta, tra i motivi, un buon 30%. Vittime di maltrattamenti e soprusi, le donne. Sul fronte crisi per incompatibilità e altro, sembrano sopraggiungere anche prima della fatidica data del settimo anno.
«Di solito», spiega il presidente del Tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, «le coppie chiedono di separarsi fra il quinto e il quindicesimo anno di matrimonio. Parliamo di una fascia intermedia. Ma possiamo dire che la gran parte delle separazioni o dei divorzi, anche quelli in cui c’è maggiore conflittualità, tende poi a concludersi con un accordo fra le parti. Di solito le ragioni per cui si va a discutere sono sempre le stesse, affidamento dei figli, questioni economiche legate agli assegni da versare per i figli o al coniuge più debole. In ogni modo anche nell’ultimo anno, l’80% delle cause si sono risolte con un accordo, e quindi si sono trasformate in consensuali. E ciò a fronte di un totale di 1.232 separazioni e divorzi».

