Virginia, la runner che vuole battere il sole

28 Maggio 2015

Scelta dall’Asics tra 8 mila podisti, farà una staffetta intorno al Monte Bianco: la corsa è il mio amore

PESCARA. «Quando apro gli occhi la mattina, le scarpette da corsa sono lì ad aspettarmi, vicino al mio letto». È una storia di amore a prima vista quella tra Virginia Nanni, grafica pubblicitaria di 29 anni di Montesilvano, e la corsa: «Ho cominciato nel 2013, con 5 chilometri lenti sulla spiaggia giusto per fare le foto del mare all’alba, poi sono passata a farne 10, 12 e 21. È successo tutto nei primi venti giorni», racconta lei, «e quando ho corso la mia prima mezza maratona, a Pescara, mi sono detta: questo è amore. La corsa mi ha dato fiducia, ha forgiato il mio carattere, mi ha supportato con i sentimenti».

Poi, dalla prima mezza, è stato un crescendo di gare fino alla corsa della svolta: la prima maratona, sui sampietrini di Roma bagnati per un temporale e ancora più difficili. Da lì un altro salto in avanti, un’altra sfida: «Ho fatto la mia prima ultramaratona a Cagnano Varano, 50 chilometri chiusi in 5 ore e 2 minuti e un secondo posto assoluto. Lì ho capito che le ultramaratone sono fatte per me».

Virginia Nanni, tesserata con i Runners Pescara, una che dice «mi piacciono le cose difficili», è stata scelta anche dal portale di podismo Running in the rain per rappresentare la A21 campaign in difesa dei diritti umani durante l’ultima Romeo & Juliet half marathon di Verona. Poi un’altra soddisfazione, ancora più grande: «Ho partecipato per gioco alla selezione dell’Asics per una staffetta di 158 chilometri intorno al Monte Bianco che si farà il prossimo 21 giugno e sono stata scelta in mezzo a 8 mila podisti amatori. Il 21 giugno sarà il giorno più lungo dell’anno e cercheremo di correre il più forte possibile». Il video promozionale dell’azienda sportiva per la Beat the Sun è un concentrato di adrenalina.

Prima però c’è il sogno dei podisti: completare la 100 chilometri del Passatore, da Firenze a Faenza. «Otto mesi di preparazione sono volati: ho corso con la grandine e con 40 gradi, con la nebbia che dalla riviera non si vedeva nemmeno il mare e sotto la neve», racconta lei, «ora voglio finirla e godermi tutte le sensazioni che avrò lungo il percorso. Ognuno ha un motivo per correre: a chi non l’ha mai fatto, posso dire solo prendete la vostra musica preferita e correte con il cuore. Gli schemi vengono dopo». (p.l.)

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