Virus, i tre scenari possibili

13 Ottobre 2020

Ecco il documento degli esperti nazionali: per la nostra regione anche lockdown localizzati

PESCARA. Tre scenari per il contenimento della pandemia. Sono descritti in un documento pubblicato dall’Istituto superiore di sanità, approntato dal Comitato tecnico scientifico e consegnato al governo in attesa del varo del nuovo Dpcm.
Una sorta di “cassetta degli attrezzi” che indica alle Regioni quali strumenti adoperare per prepararsi ad affrontare la possibile recrudescenza dell’epidemia in vista dell’inverno. Una fase ritenuta molto critica dagli esperti in cui la circolazione contemporanea del virus pandemico e di quelli influenzali potrebbe creare le condizioni per mettere a dura prova la rete sanitaria nazionale. Gli scenari sono basati sul calcolo dell’Rt, l’indice di riproducibilità del virus, ossia quante persone possono essere contagiate da ogni caso di infezione.
Ma in questo momento come si collocherebbe l’Abruzzo qualora dovessero essere adottati provvedimenti? L’ultimo dato è quello che va dal 28 settembre al 4 ottobre e mostra un Rt di 1,13 contro una media nazionale di 1,06 (nel report precedente l’Rt dell’Abruzzo era 1,17). Secondo lo studio si tratta di una «trasmissibilità sostenuta e diffusa, ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo».
Lo scenario ipotizzato, che in questo caso è di colore giallo, indica quali sono le misure per contenere e reprimere i focolai. Vediamo quali: rafforzamento del distanziamento sociale; zone rosse locali; possibilità di interruzione attività sociali/culturali/sportive maggiormente a rischio (esempio bar e palestre, anche su base oraria); favorire il lavoro agile al fine di ridurre l’affollamento dei trasporti pubblici e delle sedi lavorative; possibilità di limitazione della mobilità della popolazione in aree geografiche sub-regionali. Questo scenario giallo prevede interventi anche per scuole e università: possibile obbligo uso mascherina anche in situazioni statiche e con il rispetto del distanziamento, su base locale o regionale; favorire lezioni scaglionate a rotazione mattina e pomeriggio, se serve aumentare gli spazi; possibile sospensione di alcuni insegnamenti che presentano condizioni di rischio più elevato; possibilità di attivare, in particolare per gli studenti della scuola secondaria di 2° grado e dell’università, parte delle lezioni con didattica a distanza; chiusura temporanea di scuole/università in funzione del numero di casi sospetti/confermati verificatisi nella singola comunità scolastica e/o della circolazione virale locale comunitaria.
Lo studio contempla altri scenari: nel secondo (arancione), con Rt tra 1,25 e 1,5 e «rischi di tenuta» della sanità, scattano chiusure tra Regioni o intraregionali, eventuale blocco di attività produttive «con particolari situazioni di rischio» e se necessario «zone rosse con lockdown temporanei» di 2-3 settimane. Infine lo scenario rosso, con Rt superiore a 1,5, il più temuto: il piano prevede lockdown generalizzato con estensione e durata da definirsi rispetto allo scenario epidemiologico (nazionale); in caso di lockdown localizzati, restrizioni della mobilità da e per le zone interessate; chiusura delle scuole. (r.rs.)