Virus influenza: previsti 80mila casi a dicembre

13 Novembre 2023

Comincia da oggi in regione il monitoraggio del numero di malati

PESCARA. La stagione influenzale quest’anno ha una partenza più lenta del previsto a causa delle alte temperature. Ma l’epidemia si intensificherà dalla settimana che comincia oggi. Ed è probabile che il picco arrivi a cavallo delle festività natalizie, quando anche viaggi, baci e abbracci saranno complici del virus. Per dicembre si possono stimare dai 60mila agli 80mila casi totali di infezione (con una media del 18/20 per mille al mese). Occorre però distinguere le sindromi parainfluenzali dalle influenze vere e proprie. Nel primo caso si tratta per lo più di patologie intestinali, responsabili di crampi e dolori addominali, malessere generale, perdita di appetito, febbre, dolori muscolari e mal di testa. Le sindromi parainfluenzali attualmente già raggiungono a livello nazionale gli 80mila casi a settimana. Durano pochi giorni, anche se possono lasciare qualche strascico dopo la guarigione. Ma a questo tipo di malattia stagionale si affiancheranno, in tutta Italia, cinque-sei milioni di casi di vera influenza. I sintomi che identificano quest’ultima dalle forme patologiche determinate dagli altri virus respiratori sono: febbre, affaticamento, debolezza muscolare, malessere generale, sintomi respiratori come tosse, mal di gola e congestione nasale.
IL DOPPIO RISCHIO
L'incognita principale rimane la possibile compresenza dell'influenza e del Covid.
«Il Covid non si riesce a distinguere dall’influenza, perché può avere tutte le manifestazioni classiche», affermano i virologi, «se un paziente presenta i sintomi, è probabile che abbia l'influenza, per una conferma definitiva è però consigliabile effettuare un tampone, soprattutto per i fragili e gli anziani».
IL MONITORAGGIO
Da oggi quindi la sorveglianza virologica delle sindromi simil influenzali. Lo comunica l’Istituto Superiore di Sanità (Iss): la situazione in Abruzzo sarà monitorata da RespiVirNet, il Sistema di sorveglianza integrata che si basa sulle segnalazioni di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e laboratori di riferimento regionale per i virus respiratori. La sorveglianza è coordinata dall’Iss con il sostegno del ministero della Salute.
IL PRIMO APPELLO
C'è già allarme per alcune categorie. Infatti, la Società italiana di diabetologia ha lanciato un appello rivolgendosi ai pazienti: «I diabetici devono vaccinarsi subito. Per loro, con l’infezione stagionale, aumenta di 1,7 volte il rischio di ricovero in terapia intensiva, di 3,5 quello di ricovero per influenza e polmonite e di oltre 3 volte il rischio di mortalità».
LA VACCINAZIONE
Il ministero della Salute, attraverso una circolare, osserva che: «La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell'influenza. L’Oms e il Piano nazionale prevenzione vaccinale riportano, tra gli obiettivi di copertura per la vaccinazione antinfluenzale, il 75% come valore minimo perseguibile e il 95% come obiettivo ottimale negli over 65 e nei gruppi a rischio». Al termine della scorsa stagione influenzale l’Abruzzo ha fatto registrare una copertura vaccinale del 62,5% per gli over 65 e del 20,3% in generale per l’intera popolazione. In entrambi i casi il dato abruzzese ha superato le medie nazionali rispettivamente del 56.7% e del 20,2%.
FASCE DI ETÀ A RISCHIO
Per ciò che riguarda l’individuazione dei gruppi a rischio rispetto all’influenza stagionale, ai quali la vaccinazione va offerta in via preferenziale, esiste una sostanziale concordanza sul fatto che principali destinatari debbano essere i cittadini di età pari o superiore a 65 anni, nonché le persone di tutte le età con alcune patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza e gli operatori sanitari. «Pertanto», si legge ancora sulla circolare ministeriale, «gli obiettivi della campagna vaccinale stagionale contro l’influenza sono: riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte; riduzione del rischio di trasmissione a soggetti ad alto rischio di complicanze o ospedalizzazione; riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità».
IN ABRUZZO
Il 10 ottobre scorso la Regione Abruzzo ha avviato la campagna di vaccinazione 2023-2024 rivolta ai pazienti fragili e/o ultra65enni che include oltre ai vaccini anti-Covid e antinfluenzale anche l’immunizzazione contro lo pneumococco e l’herpes zoster virus realizzata con il contributo di Asl, medici di medicina generale e rete delle farmacie territoriali pubbliche e private.
Obiettivo della Regione è attenuare l'impatto dell'influenza stagionale e dei casi Covid, ma anche minimizzare quello del dolore acuto da Herpes Zoster nonché la riduzione del 10-20% delle ospedalizzazioni per polmonite ed altre patologie respiratorie da pneumococco o da virus respiratorio sinciziale. Ma finora la campagna vaccinale gratuita non è decollata.
LA RACCOMANDAZIONE
«È fondamentale come ogni anno fare affidamento alle campagne vaccinali in corso e adottare opportune misure di igiene e precauzione», afferma l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.
L’approccio per tutti è l'automedicazione e l'uso appropriato dei farmaci sintomatici seguendo l’andamento della malattia senza alterarla. «Lasciare che l’influenza abbia il suo decorso, la febbre è infatti una risposta positiva dell’organismo al virus», spiegano i virologi. «I vaccini sono consigliabili per le persone fragili e per gli anziani. È importante consultarsi sempre con un medico per optare per la scelta più appropriata al proprio caso», conclude l’assessore alla Sanità che rilancia un forte appello alla prevenzione, «ricordo che le indicazioni del medico di medicina generale giocano un ruolo fondamentale nell’identificazione dei sintomi delle malattie respiratorie, nella diagnosi e nell’orientamento dei pazienti verso il giusto trattamento».
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