Visco all’Acerbo per celebrare Federico Caffé «Le sue idee, una guida»

Lezione speciale nell’istituto dove si diplomò il celebre economista «Dobbiamo investire meglio e di più sulla qualità della scuola»
PESCARA. «Dobbiamo investire nella scuola perché la verità è che siamo indietro, da molto tempo». Così l’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco si rivolge agli studenti dell’istituto Acerbo in occasione della giornata dedicata alla memoria del celebre economista Federico Caffè, allievo dell’Acerbo, che si è svolta ieri alla presenza, tra gli altri, del dirigente scolastico Carlo Di Michele, del sindaco Carlo Masci, di Daniela Puglisi per l’ufficio scolastico regionale, dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti, della nipote di Caffè, Giovanna Leone e dell’economista Giuseppe Mauro. «In Italia abbiamo un paradosso da combattere fortemente», dichiara Visco, «e consiste nel fatto che i giovani che proseguono gli studi fino alla laurea guadagnano solo il 20% in più di coloro che si fermano al diploma. Bisogna fare un investimento, dal momento che il numero di persone laureate in Italia è basso rispetto alla media internazionale. Non solo abbiamo pochi laureati, ma il rendimento di quell’investimento è basso e ciò rappresenta un paradosso per tutti gli economisti, dal momento che un fattore scarso dovrebbe rendere di più. Se le imprese pensano che la qualità della scuola non sia alta offrono retribuzioni basse. Si tratta di evidenze che devono essere contrastate al massimo, ma la risposta a tutto ciò è quella di investire meglio e di più sulla qualità del sistema scolastico».
Un sistema scolastico che oggi tende a essere «avvolto da una sorta di discriminazione», dichiara il dirigente scolastico Di Michele, «e sottovalutato, ma il percorso che seguiamo è importante. L’insegnamento non è un mestiere qualunque, in quanto esige una grande responsabilità. È anche questa una tendenza che deve essere invertita attraverso un riconoscimento economico e sociale più significativo per chi insegna. Studiare non significa accumulare nozioni, ma sviluppare un senso critico. Le idee di Federico Caffè devono essere una guida per gli studenti di questa scuola. Ringrazio Visco per la sua presenza e per aver parlato di economia in modo chiaro e riflessivo». Tra le idee di Caffè emerge l’attenzione che lui stesso attribuiva ai più fragili e che rappresentava «il suo modo di operare», dichiara Visco in risposta agli studenti, «sia a livello micro che macroeconomico. Credo che questo sia il pensiero di Caffè che più mi ha colpito. Ovviamente è complesso stabilire come possiamo dedicare la nostra attenzione ai più fragili, perché tendiamo a stabilizzare il mondo. Il problema è che se questa stabilizzazione determina che alcuni siano ricchi e altri terribilmente poveri allora diventa controproducente oltre che ingiusto. È necessario sottolineare che la disuguaglianza a cui assistiamo ogni giorno non è prodotta dalla globalizzazione, ma dalla scarsa presenza delle politiche e in questo caso non mi riferisco a quelle economiche o monetarie».
È stata poi scoperta una targa all’ingresso dell’Acerbo con le frasi più significative di Caffè. «Giornata memorabile», dice il sindaco Masci, «per la scuola, ma anche per la nostra città, perché parlare di Caffè significa parlare di un’economia umana e non fatta solo di numeri».

