Vita dura per gli allergici Liste d’attesa fino a novembre

Duemila prestazioni perse da quando il reparto è stato frazionato per i lavori nell’ospedale Penalizzati i casi da punture e choc da farmaci. Pettinari: servizio ridotto a un giorno a settimana
PESCARA. Liste d’attesa fino a novembre ad Allergologia, per prenotare visite per diagnosi e terapie legate ai disturbi allergici alimentari o da farmaci, tra i più comuni. Temporaneamente sospese, le prenotazioni per sospette allergie da farmaci e da veleno di imenotteri. Un progressivo calo delle prestazioni generali dunque, con una media di almeno duemila l’anno tra utenti esterni e interni, su un totale di 13 mila prestazioni. «Una struttura che dovrebbe essere considerata un modello di efficienza e di produttività del settore pubblico, e che invece va scomparendo» denuncia il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari che ha inviato un’interpellanza al presidente del consiglio regionale e all’assessore competente. Per chiedere «quali provvedimenti intenda mettere in atto il governo regionale per evitare il totale smantellamento di Allergologia».
Reparto non più reparto, dice Pettinari, perchè «declassato da unità operativa semplice dipartimentale, ad “Hub”». A cui affluiscono, sì, sei medici. «Ma le loro prestazioni», puntualizza Pettinari, «vengono orientate verso le allergie respiratorie con conseguente diminuzione di casi di anafilassi (veleno da api e vespe, allergie a farmaci, con 60 utenti attualmente in cura) e potenziale evoluzione fatale,e che quindi necessitano di strutture di rianimazione». Processi anafilattici , questi ultimi, di cui si occupa prevalentemente il dottor Nicola Verna, penalizzato però «dal nuovo assetto organizzativo aziendale» che lo vede in prima linea con l’utenza di allergologia «solo un giorno a settimana», contro i 5 giorni di due anni fa. E i 3 giorni settimanali di qualche mese fa. Il reparto da gennaio è stato trasferito dal primo al settimo piano per consentire i lavori del nuovo pronto soccorso. Attualmente il reparto è smembrato. Alcuni laboratori sono nei locali della Stroke Unit, settimo piano, ala sud, unità di terapia neurovascolare. In questa sede si svolgono tutte le attività allergologiche da effettuare in ambiente protetto e con adeguata copertura di primo soccorso in caso di emergenza. Gli altri laboratori sono nel distretto sanitario di via Pesaro. Ma tutti fanno capo a Pneumologia. E il dottor Verna è spesso operativo a Medicina. Una caos che Pettinari interpreta così: «Il calo delle prestazioni di Verna nel corso degli anni, 4775 nel 2014, 4297 nel 2015 e 3299 nel 2016, è legato alla progressiva riduzione del suo impiego nelle attività allergologiche a favore della Medicina. Un solo giorno a settimana di operatività, e il subentro di altri specialisti dedicati quasi esclusivamente alle allergie respiratorie, andrà a colpire le prestazioni ad alto contenuto specialistico che richiedono una concatenazione di attività inerenti le patologie a prognosi infausta. Il calo degli utenti», prosegue Pettinari, «determinerà lo spostamento dell’utenza dal pubblico al privato con costi esorbitanti per i pazienti (circa 120 euro a visita) i quali, pur di curarsi, si indebitano. E aumenterà la mobilità passiva degli utenti che sceglieranno altre Asl per curarsi, anche fuori regione. Per non parlare dell’ipotesi più temibile: il pericoloso ritardo nella diagnosi e nella cura». Conseguenza di tutto ciò, anche l’allungamento delle liste di attesa da due a sei mesi, in poche settimane. In conclusione, Pettinari si chiede se ci sia una strategia per «sopprimere il reparto», o per «distrarre Verna dalle sue naturali funzioni».
«Nulla di tutto ciò, nessuna strategia, lavoreremo per preservare le attività e le professionalità, si tratta solo di superare una fase critica», spiega il direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato, «un disagio temporaneo che si risolverà non appena terminati i lavori al pronto soccorso, quando il reparto di Allergologia sarà localizzato su nuovi e più ampi spazi e potenziato. Così come ci stiamo muovendo nell’ottica di un riammodernamento generale dei vari settori; gli ultimi arrivi l'acceleratore lineare e due Tac e, qualche giorno fa, la riapertura del distretto sanitario a Cepagatti».
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