«Viviamo in un inferno tra sporcizia e criminalità»

6 Agosto 2017

L’esasperazione dei cittadini che abitano nelle case di via Caduti per servizio «Gli edifici del Comune cadono a pezzi e la notte abbiamo paura a uscire»

PESCARA. Locali che si allagano quando piove. Citofoni rotti da anni. Intonaci esterni che cadono a pezzi. E poi spaccio di droga, atti intimidatori, furti. Ecco come vivono gli inquilini che abitano nelle case popolari di via Caduti per servizio. La testimonianza arriva da due cittadini, Lucia Di Brigida e Lorenzo D’Alleva, che risiedono da anni in quella strada all’estrema periferia ovest della città, considerata una delle più pericolose dal punto di vista dell’ordine pubblico. Non a caso in quella via c’è la sede dell’associazione «Insieme per Fontanelle», guidata da Nello Raspa, che si batte da anni per riportare la legalità nel quartiere, diventato punto di riferimento di spacciatori, teppisti e criminali. E ieri il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari e il suo collega consigliere comunale Massimiliano Di Pillo sono tornati a denunciare i gravi problemi di ordine pubblico nel quartiere. In proposito, hanno segnalato casi di spaccio di droga, porto abusivo di armi e persino combattimenti tra cani.
Stavolta Lucia Di Brigida e Lorenzo D’Alleva hanno deciso di uscire allo scoperto, senza nascondersi dietro l’anonimato, per dare la loro testimonianza. Confessano di avere paura ad uscire di casa la sera. «Questa zona è controllata poco dalle forze dell’ordine», dice la donna, «abbiamo richiesto e ottenuto di far mettere delle telecamere, ma poi nessuno le controlla. Dopo le 23 in questa zona accade di tutto». Ma nel quartiere dimenticato la vita è difficile anche all’interno delle abitazioni. Il Comune si divide la proprietà con l’Ater di alcuni alloggi popolari da Terzo mondo. Quelli comunali sembrano i peggiori. «Ci sono inquilini che gettano i rifiuti dalla finestra», rivela la Di Brigida, «e noi siamo costretti a pulire, altrimenti non lo farebbe nessuno». Stessa cosa il giardino che circonda il palazzo, tenuto in maniera decente solo grazie alla buona volontà degli inquilini. Ma quello che impressiona di più sono le condizioni degli edifici del Comune. Nell’atrio si notano tracce di muffa. «C’è il locale contatori della luce», racconta la donna, «che si allaga ogni volta che piove con il rischio di un corto circuito». «Abbiamo chiesto più volte al Comune di intervenire, ma non è mai stato fatto nulla», aggiunge Lorenzo D’Alleva, «basterebbe cambiare il tubo di una grondaia dal costo di 15 euro. I tecnici hanno detto che l’ente non ha i soldi». I guai non sono solo questi. «Ho il lavandino della cucina che si riempie continuamente di schiuma e acqua sporca provenienti da chissà dove. Ho segnalato più volte il problema», spiega la donna. All’esterno, la situazione non cambia. Ci sono cornicioni che si stanno sbriciolando. «Non vogliamo fare la fine dei palazzi di via Lago di Borgiano», conclude.
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