Voleva uccidere la moglie, tenta il suicidio

1 Ottobre 2015

È in gravi condizioni il 50enne di Loreto arrestato alla fine di giugno dopo una lite con la donna, che fu salvata dai figli

PESCARA. Ha cercato di uccidersi l’uomo di Loreto Aprutino arrestato a fine giugno con le accuse di tentata violenza sessuale, tentato omicidio, percosse e lesioni personali nei confronti della moglie. Nella tarda mattinata di ieri il cinquantenne, che era sottoposto agli arresti domiciliari, avrebbe ingerito dei farmaci e sarebbe caduto a terra, battendo il mento e ferendosi. A trovarlo sarebbe stato un familiare che avrebbe provato a contattarlo e non ci sarebbe riuscito per cui lo avrebbe raggiunto a casa, facendo scattare l’allarme. Ora l’uomo è ricoverato in prognosi riservata in ospedale, a Pescara, nel reparto di Rianimazione, in coma.

Non si conoscono le motivazioni che hanno spinto questa persona, di cui non si conosce l’identità, ad arrivare a tanto.

L’uomo è finito in carcere il 27 giugno, su disposizione del giudice, a conclusione delle indagini portate avanti dai carabinieri di Loreto, che hanno raccolto la denuncia della moglie. L’episodio di cui deve rispondere si è verificato la notte del 10 giugno quando il cinquantenne si sarebbe presentato a casa ubriaco e sarebbe stato respinto dalla donna, con la quale avrebbe tentato di avere un rapporto sessuale. Ne sarebbe scaturita una lite e lui, stando alla ricostruzione che hanno fornito successivamente gli investigatori, avrebbe aggredito la donna cercando di stringerle attorno al collo un filo elettrico, non avendo mandato giù il fatto di essere stato respinto. È possibile che l’uomo sia stato così violento perché in quei minuti era sotto l’effetto dell’alcol.

Sarebbero stati i figli della coppia, che avrebbero assistito alla lite, a bloccare l’uomo e ad evitare che la situazione degenerasse ulteriormente e che la donna si trovasse davvero in difficoltà. Il loro intervento sarebbe stato provvidenziale per separare i due ma la questione non si è chiusa lì, in casa, perché la donna è finita in ospedale, dove è stata medicata, e nei giorni successivi avrebbe ricostruito di fronte ai carabinieri la scena vissuta quella notte, dando il via agli accertamenti e alle indagini nei confronti del marito.

È stata proprio l’attività dei militari dell’Arma, diretti sul posto da Mauro Berardi, a chiarire come si sarebbero svolti i fatti e definire il quadro accusatorio nei confronti dell’indagato. Si è quindi arrivati al provvedimento di arresto del cinquantenne, disposto dal giudice ed eseguito dai carabinieri.

In un primo momento per il cinquantenne si sono aperte le porte del carcere, dopodiché ha lasciato la casa circondariale ed è finito agli arresti domiciliari. È impossibile, ovviamente, immaginare cosa abbia indotto l’uomo ad ingerire quei farmaci, ieri mattina, e per saperne di più sulle sue condizioni di salute sarà necessario attendere le prossime ore.

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