Voto a Francavilla È scontro tra Pd e sindaco Luciani

FRANCAVILLA. Le primarie come strumento per evitare una spaccatura nel centrosinistra. Appare questa l’unica soluzione per scongiurare una scissione tra il Partito democratico di Francavilla e il...
FRANCAVILLA. Le primarie come strumento per evitare una spaccatura nel centrosinistra. Appare questa l’unica soluzione per scongiurare una scissione tra il Partito democratico di Francavilla e il movimento civico spinto dal sindaco Antonio Luciani. Due poli che negli ultimi dieci anni hanno lavorato fianco a fianco nell'amministrazione della città, ma che in vista del rinnovo del consiglio comunale dimostrano idee differenti. Da una parte la posizione, ormai netta di Luciani, che ha scelto l'assessore Luisa Russo come suo successore. Dall'altro il Pd, che non gradisce il metodo imposto dal sindaco.
In settimana il segretario cittadino del Pd Mirko Di Muzio ha nuovamente incontrato Luciani, ma anche questa volta non è arrivata la fumata bianca. «Non può esserci centrosinistra senza Pd», afferma Di Muzio. «Veniamo da dieci anni di amministrazione. Abbiamo un ruolo importante in questa coalizione certificato dalle preferenze ricevute alle ultime elezioni. Il vice sindaco Francesca Buttari è stata la prima degli eletti alle ultime elezioni, oltre ad aver riportato un importante consenso anche alle regionali. Insieme a lei ci sono altri nomi spendibili per la carica di sindaco, come i consiglieri Mario Gallo, Cristina Rapino e Tina Di Girolamo. Ma la scelta del nome, per adesso, a noi non interessa. Questo però non significa che Luciani ci possa imporre la sua volontà. Non è nemmeno detto che si voti in tarda primavera, l'emergenza sanitaria potrebbe posticipare la data». E va avanti: «Se ci sarà divisione non dipenderà dal Pd. Noi abbiamo i nostri nomi da proporre e non accettiamo imposizioni. Se non si riesce a trovare una quadra ci sono le primarie, strumento democratico per individuare il candidato. Siamo aperti a tutte le soluzioni, ma se al sindaco non vanno bene ne prendiamo atto».
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