Voto all’estero incubo del fronte del No

23 Novembre 2016

Minaccia di ricorso. Grillo a Renzi: «Ti comporti come scrofa ferita». La replica: «Cercano la rissa. Dobbiamo essere calmi»

ROMA. Se al referendum costituzionale del 4 dicembre dovesse vincere il Sì grazie al voto decisivo degli italiani all’estero, il fronte del No sarebbe pronto a fare ricorso. È il costituzionalista Alessandro Pace, presidente del Comitato per il No, ad annunciare l’ipotesi in conferenza all’associazione stampa estera: «Nel voto degli italiani all’estero, non è garantito il requisito della segretezza e se il voto degli italiani all’estero fosse decisivo ai fini del risultato e determinasse la vittoria del Sì al referendum del 4 dicembre, potremmo decidere di impugnare il risultato». Come stabilisce la Costituzione, l’esercizio del voto, ha ricordato il giurista, deve essere «personale, libero e segreto», requisiti che non sarebbero garantiti dal meccanismo di voto adottato per le circoscrizioni estere. Il comitato del No lancia dunque un nuovo attacco in vista della manifestazione nazionale dei contrari alla riforma prevista per il 27 novembre a Roma e Pace spiega perché il modo con cui si vota all’estero non garantirebbe la segretezza: «La scheda arriva con una busta e l’esperienza ha già dimostrato che questa può essere manipolata».

«Il fronte del No tenta di buttarla in rissa, noi non faremo ricorsi e controricorsi», replica il presidente del Consiglio da Piombino. «La nostra reazione sarà calma e gesso, noi vogliamo parlare del merito delle riforme. Se vince il No per decenni non ci saranno più mentre il referendum è fondamentale perché l’Italia deve accelerare il passo e per questo non si può essere circondati da burocrati e avere 950 parlamentari con sovrapposizioni di competenze fra Stato e Regioni».

Poi, a undici giorni dal voto, Renzi torna a ripetere che non intende rimanere a Palazzo Chigi ad ogni costo: «Se devo stare qui a cambiare l’Italia sto qui anche 25 ore al giorno, ma se bisogna tornare ad un sistema di inciuci allora ben vengano loro, amici come prima. Io non sto aggrappato alla sedia».

Di inciuci, o meglio di clientelismo, parla il Movimento 5 Stelle tornando ad attaccare il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e invocando il presidio degli osservatori Osce sul voto referendario. Perché, spiega il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio «c’è il rischio di un voto condizionato su tutto il territorio nazionale». Come se non bastasse a rendere ancora più incandescente il clima ci pensa il blog di Grillo. Due giorni fa il fondatore del Movimento aveva “sparato” contro la riforma e i “serial killer” che la difendono. Ieri un post sul suo sito ha usato una metafora altrettanto cruda: «Renzi ha una paura fottuta del voto del 4 dicembre. Si comporta come una scrofa ferita che attacca chiunque veda. Ormai non argomenta, si dedica all’insulto gratuito e alla menzogna sistematica». Renzi replica da Livorno, durante un’iniziativa per il Sì: «Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo... Perché sulla scheda non c’è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No. Se dite No, non si cambia per sempre. Non fatevi fregare, leggete il quesito». Renzi torna sulla polemica anche a Pisa, con un invito alla responsabilità in cui non si risparmia una punta di ironia. «Al solito garbo di Grillo, volendo bene anche alle scrofe sane, non solo ferite, rispondiamo con un messaggio di leggerezza e tranquillità. Non stiamo dividendo il Paese. Non è una guerra, si chiama democrazia. E se continuano a cercare la rissa dobbiamo essere calmi, tranquilli».

Quel che è certo è il voto anticipato non lo vede Berlusconi. «Non credo a elezioni anticipate perché tanti parlamentari non hanno la certezza di tornare in Parlamento e saranno attaccatissimi alla poltrona» dice il Cavaliere a Porta a Porta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA