Voto, scoppia la lite sulla data Marsilio contro M5S e Azione

Il governatore: «Torto deputata per caso, Sottanelli preso per l’orecchio da Calenda»
PESCARA. A innescare la miccia della campagna elettorale è la data delle elezioni regionali: 10 marzo del 2024.
«Non avrei mai pensato che fissare la data delle elezioni rispettando la Costituzione, lo Statuto della Regione e le leggi dello Stato dovesse costare polemiche da parte delle opposizioni», esclama Marco Marsilio, presidente uscente e ricandidato dal centrodestra, «è chiaro che con l’avvicinarsi delle elezioni il centrosinistra sarà capace di polemizzare anche sull’ora esatta», aggiunge prima di perdere le staffe arrivando a definire la parlamentare dei Cinque Stelle, Daniela Torto, una “deputata per caso”. E il leader regionale di Azione di Calenda, Giulio Cesare Sottanelli, anch’egli deputato, come un politico “preso per l’orecchio da Calenda”. Non solo. La filippica di Marsilio colpisce anche il segretario regionale del Pd, Daniele Marinelli, quando taccia come di “bassa qualità” una critica politica del Dem.
Dei tre finiti nel mirino del governatore di Fratelli d’Italia, per ora replica, solo Sottanelli che dice: «Se Marsilio risponde così vuol dire che è nervoso perché ha paura di perdere». Ma andiamo con ordine.
IL PRIMO AFFONDO.
«Le polemiche che sono state scatenate dalla deputata Torto e dal segretario regionale di Azione, Sottanelli, sono davvero surreali», esordisce.
«La prima mi accusa di non aver voluto accorpare le elezioni regionali a quelle europee, stabilite a giugno. Analfabeta sulla prassi e sul rispetto delle norme elettorali statutarie e costituzionali», tuona Marsilio, «in sostanza mi chiede di prolungare di tre mesi la legislatura, come se io potessi avere questo potere. Devo rilevare che nessuno, tantomeno il suo partito, ha mai posto questo problema né chiesto questa soluzione che, peraltro, nel merito metterebbe i candidati abruzzesi alle elezioni europee in una condizione di svantaggio nei confronti di quelli di altre regioni che non hanno la scheda delle elezioni regionali da compilare». E qui scatta la critica politica più pesante: «È evidente», afferma Marsilio, «ma questo lo sanno tutti quelli che fanno politica non per caso, come invece è capitato all’onorevole Torto, che ha vinto un biglietto della lotteria qualche anno fa e che continua a godere di questa improvvisa fortuna, che nella guerra delle preferenze l’Abruzzo, già piccolo e svantaggiato rispetto a Campania, Puglia e Calabria, se dovesse votare anche per le elezioni europee vedrebbe i propri candidati assolutamente in svantaggio nei confronti di quelli delle altre regioni».
LA SECONDA STOCCATA.
Passiamo a Sottanelli «che invoca la fissazione della data a fine marzo», ricorda il governatore uscente, «ma è appena il caso di consigliargli di guardare il calendario per scoprire che il 31 marzo è Pasqua e che il 24 è la Domenica delle Palme. La fissazione della data delle elezioni nel giorno di Pasqua o in prossimità delle feste pasquali, che sono tra le feste religiose più sentite e partecipate dal popolo italiano, non rappresenta quindi il momento migliore per celebrare l’appuntamento elettorale».
Anche in questo caso però la critica si fa pesante: «Se poi per lui una settimana in più o in meno cambia il risultato delle urne, denota la confusione di un soggetto che dopo aver reclamato una soluzione tutta abruzzese per la scelta del candidato presidente e della coalizione, preso per le orecchie da Calenda, si è dovuto precipitare ad abbracciare il suo candidato, ponendo fine a un teatrino stile Nanni Moretti che, negli ultimi giorni, stava diventando stucchevole. Della serie», ironizza Marsilio, «mi si nota di più stando in coalizione o trattando da una parte e dall’altra sembrando più importante di quello che sono?».
IL TERZO CONTRATTACCO.
Tocca infine incassare anche a Marinelli, segretario del Pd, «che ha trovato da ridire pure quando ho descritto l’Abruzzo utilizzando il classico aneddoto del calabrone, che secondo scienziati non dovrebbe volare ma invece vola».
«Normalmente, ed è stato anche il mio caso, questa frase si utilizza per fare un complimento; spiegando cioè che nonostante difficoltà oggettive e condizioni strutturali negative qualcuno in Abruzzo è capace di fare risultati sorprendenti, al di sopra delle aspettative. Solo per lui questo paragone è un’offesa all’Abruzzo, ma ce ne faremo una ragione», afferma il governatore. «Spero che questi cinque mesi passino presto e che gli argomenti utilizzati dalle opposizioni in campagna elettorale», conclude, «possano qualificare ed elevare il dibattito politico, sociale e culturale nella nostra regione".
PARATA E RISPOSTA.
La replica di Sottanelli è lapidaria e pungente: «Il chiaro nervosismo e la poca lucidità mostrati dal governatore Marsilio sul tema elettorale fa riflettere su quanto poco tranquillo sia riguardo l’esito delle prossime elezioni regionali», ribatte il deputato di Azione: «A differenza del presidente uscente che, a quanto pare ha fretta di votare, la mia proposta di buon senso contemplava un voto a ridosso delle feste pasquali che ben conosco e onoro: infatti, i giorni di festività avrebbero permesso ai lavoratori di approfondire i temi elettorali e votare con consapevolezza e, dall’altro, agli studenti fuori sede di trovare soluzioni più comode per votare nella nostra Regione».
E per quando riguardo la frase di Marsilio sull’essere stato “preso per le orecchie” dal suo segretario nazionale Calenda, il deputato rosetano dice: «Capisco che possa sembrar strano al partito che cinque anni fa spedì Marsilio in una regione che non conosce ma Azione ha rispettato i passaggi che contraddistinguono una scelta di questo tipo indicando prima il proprio candidato sul territorio e successivamente riportando la decisione al segretario nazionale che la ha accolta con entusiasmo».
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