Vuoi investire e cerchi agevolazioni? Per ora nessun aiuto

17 Marzo 2017

Vita difficile per gli imprenditori: in Abruzzo ci sono bandi solo per alcuni settori. Ma alla Regione promettono di rimediare

PESCARA. Una piccola impresa può contare su fondi pubblici per poter investire? Se avverto la necessità di dover acquistare un macchinario che mi consenta di essere competitivo sul mercato e di assumere personale, posso avere aiuti e o agevolazioni? In Abruzzo - dove per alcuni settori come l'agricoltura o la gastronomia, sono stati previste diverse forme di finanziamento - non si puà. A differenza di altre regioni, come ad esempio la Lombardia, dove da anni viene offerta la possibilità alle aziende di innovare i propri impianti attraverso bandi pubblici e consentendo così agli imprenditori l'ingresso in un circuito che non sia solo quello dell'accesso al credito bancario.

Un'esigenza sempre più avvertita dal mondo imprenditoriale, alla quale ora si cerca di dare risposte. Come? Attraverso la programmazione dei fondi Fesr che, entro il 2020, possono portare al mondo delle aziende una boccata di ossigeno.

Secondo le previsioni, si parla di un totale di 110 milioni. L'attuazione del programma vede l'assistenza tecnica di Abruzzo Sviluppo, la società in house di promozione industriale della Regione Abruzzo, presieduta dall'avvocato Manuel De Monte e coordinata, per tale attività, dal responsabile dell'area di pianificazione, programmazione e competitività, Gianluigi Di Martino. Esso prevede due assi di riferimento specifici per le imprese, per quanto riguarda le aree di intervento. L'asse 1, relativo alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e l'innovazione, avrà un finanziamento di 45 milioni e sarà a sostegno di progetti di ricerca delle imprese, per una cifra pari a 13 milioni. Queste risorse prevedono l'impiego di ricercatori (dottori di ricerca e laureati magistrali, con profili tecnico-scientifici).

Gli altri 32 milioni saranno destinati all'innovazione tecnologica. Si tratta del sostegno alle attività collaborative per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili e di nuovi prodotti e servizi, i quali saranno realizzati dalle imprese in collegamento con altri soggetti dell'industria, della ricerca e dell'università, e dalle aggregazioni pubblico-private già esistenti, come i distretti tecnologici, i laboratori pubblico-privati e i poli di innovazione.

Sempre per quanto riguarda i fondi Fesr dell'Asse 1, è già scaduto un bando da 16 milioni, e a breve dovrebbe uscirne un altro da 4 milioni. Altri 65 milioni, utilizzabili sempre entro il 2020, sono stati destinati alle imprese con i fondi Fesr relativi all'asse 3, quello della competitività del sistema produttivo. E un bando da 16 milioni uscirà a breve.

Dei 65 milioni, 15 saranno destinati ad aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, per imprese che fanno parte delle aree territoriali colpite dalla crisi delle attività produttive. Il resto dei 65 milioni previsti per l'asse 3, riguarda invece settori diversi dagli investimenti sui macchinari: 23 milioni saranno destinati al sostegno della ripresa economico-finanziaria.

Nello specifico, è previsto il rafforzamento dei processi produttivi delle imprese esistenti, la riorganizzazione dei processi gestionali, organizzativi e di marketing, e il rafforzamento della capacità produttiva.

Ci saranno poi altri 16 milioni, sempre dei 65 previsti dal bando, funzionali alla ripresa economico-finanziaria ed occupazionale delle aree di crisi riconosciute a livello regionale. Altri 11 milioni saranno destinati al miglioramento dell'accesso al credito.

Vito de Luca

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