Whatsapp e PieroAngela le tracce più gettonate dagli studenti pescaresi

I cori della vigilia e la tensione prima di iniziare: i racconti dei ragazzi Deluso chi si aspettava D’Annunzio o Svevo: «Ma va bene lo stesso»
PESCARA. La lettera di incoraggiamento scritta da papà Davide al figlio Ivan, studente del Galilei, in cui gli augura “buona fortuna”. I cornetti scaramantici che pendono dall’orologio di Giuseppe Ciardulli, futuro interior designer appassionato di Moravia. La festa e i cori degli studenti del quinto anno nella notte prima degli esami, tra martedì e mercoledì, davanti ai portoni del classico D'Annunzio e del Misticoni in piazza Rizzo.
Il giorno della prima prova, lo scritto d'italiano, è passato tra riti scaramantici e forti emozioni. La campanella ha suonato alle 8.30, ieri mattina. Il test al via poco prima delle 9. Gli alunni avevano sei ore di tempo, fino alle 3 del pomeriggio, per concludere lo scritto ricopiato in bella. Messi via i cellulari, durante l’esame è stato consentito l’uso del dizionario cartaceo e niente uscite dalla classe prima di tre ore. Sette le tracce a disposizione dei maturandi: Salvatore Quasimodo, “Alla nuova luna”; Alberto Moravia, “Gli indifferenti”; Federico Chabod, “L’idea di nazione”; Piero Angela, “Dieci cose che ho imparato”; Oriana Fallaci, “Intervista con la storia”; lettera aperta al ministro Bianchi sugli esami di maturità; testo tratto da Marco Belpoliti, Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp.
Il primo a uscire dal liceo scientifico Galilei, poco dopo le 12, è Ivan Natale, 18 anni di Pescara, ma originario di Acquaviva delle Fonti, in Puglia. «Sono appassionato di nuove tecnologie, speravo che uscisse questa materia, il test è andato bene», dice sicuro e orgoglioso di quella «lettera di incoraggiamento» che papà Davide gli ha scritto e che lui ha letto a casa prima di affrontare la prova d’esame. L'intelligenza artificiale «che offre opportunità straordinarie come gli interventi chirurgici a distanza»; la guerra secondo Oriana Fallaci e la lettera del ministro Bianchi, sono gli argomenti che hanno scatenato un dibattito improvvisato davanti al Galilei tra Martina Di Lorenzo, Daniele Cavuto e Alberto Chiacchieretta, durante la pausa caffè post esame. Da grandi sceglieranno Medicina, Filosofia e Fisioterapia. È la diplomazia politica il futuro di Alessandro Galvan, 18 anni, già militante. Ha scelto Fallaci per disquisire di «guerra fredda al confronto dello scontro tra Russia e Ucraina» e studierà Scienze politiche e Antropologia alla Sapienza di Roma.
Daniele Minieri lavora in pizzeria la sera e studia di giorno. Le moto «sono la mia passione che condivido con papà Gennaro» e il suo futuro è nel marketing. Il compagno Alessandro Pavone, che ha festeggiato la vigilia in piazza Rizzo, vuole diventare odontoiatra, intanto disquisisce di giovani e responsabilità.
Al Classico si aspettavano tracce su D’Annunzio e Svevo nel centenario della Coscienza di Zeno. L’elogio dell’attesa «che può essere anche positiva per noi giovani disabituati a saper aspettare» ha catturato l’attenzione di Giulia Ciavarelli e Gaia Di Domenica, studentesse del D’Annunzio. Con loro Maria Antonietta Marasco, Andrea Marinelli di Pianella e Nicola Raffone, che hanno scelto «la creatività come innovazione» sulla scia del ricercatore Piero Angela. Sveva Alberti, studentessa di flauto traverso al conservatorio, e Alessandro Lessiani, hanno affrontato la prova «con serenità» e nel pomeriggio si sono rituffati sul latino, lo spauracchio di oggi.
Niente notti insonni, e festa prima degli esami, affrontati «con tranquillità» dagli allievi del liceo artistico Misticoni, Carola Del Villano, Carlo Maria De Angelis e Sara Amicucci che da grande vuole disegnare videogiochi e Daniela Cocco che ringraziano la preside Raffaella Cocco e gli insegnanti per aver avuto la possibilità «di studiare in un ambiente stimolante e creativo».

