Wwf: «No al rimboschimento Sì alla ripresa naturale»

PESCARA. No al rimboschimento, sì al ritorno naturale della vegetazione. Il Wwf boccia l’idea della regione «di valutare la possibilità di chiedere una deroga per rimboscare subito le aree percorse...
PESCARA. No al rimboschimento, sì al ritorno naturale della vegetazione. Il Wwf boccia l’idea della regione «di valutare la possibilità di chiedere una deroga per rimboscare subito le aree percorse dal fuoco». Una riunione su questo tema è stata convocata dal presidente Luciano D’Alfonso per il 13 settembre prossimo. «A parte il fatto che non sono stati in alcun modo coinvolti i Parchi», sottolinea l’associazione, «il procedere a un rimboschimento sarebbe un clamoroso errore che va evitato a ogni costo».
Cosa no va nel rimboschimento? «Un bosco artificiale», spiega il Wwf, «si riconosce immediatamente per avere alberi tutti uguali, della stessa altezza e più o meno alla stessa distanza l’uno dall’altro. Un ambiente poco attrattivo, monotono e penalizzante dal punto di vista dello sviluppo della biodiversità, del tutto improprio in un’area naturalistica di pregio. La ripresa naturale della vegetazione, anche se richiede tempi più lunghi, ha tutt’altro aspetto, “naturale” appunto, e garantisce, attraverso una accentuata biodiversità vegetale, la presenza di numerose e diversificate specie animali». Dunque, che oggi si parli di rimboschimento «significa soltanto che non siamo stati capaci di imparare dagli errori del passato e che peraltro vogliamo rischiare di far rinascere la spirale perversa fiamme/ripiantumazione che la legge vuole combattere».
Il Wwf consiglia invece interventi di messa in sicurezza, a fronte di eventuali criticità in relazione al dissesto idrogeologico. Per il resto occorre lasciare che la natura faccia il suo corso e niente altro. Più che mai in un Parco Nazionale. Altro punto fondamentale è far sì che quel che è accaduto non possa ripetersi. «In passato la vigilanza anti-incendio nelle aree protette era garantita da squadre di volontari, coordinate da Forestale e personale del Parco. Un servizio che è stato via via dismesso per carenza di fondi (nonostante l’impegno economico fosse limitato)», sottolinea il Wwf. Occorre dunque fare un passo indietro, con una «riorganizzazione capillare del servizio anti-incendio - dalla vigilanza agli interventi d’emergenza».

