«Yelfry era steso a terra, ora da un anno rivedo sempre la stessa scena»

9 Aprile 2023

Il 10 aprile del 2022 l’aggressione al giovane cuoco a colpi di pistola Il titolare Fedele: non siamo parte civile, risarcimenti solo per lui

PESCARA. «Quando la cameriera mi ha telefonato urlando, non ho capito bene cosa stava succedendo nel locale. Dal cellulare, mi sono collegato con le telecamere ma non capivo. In 10 minuti ero lì, mi sono catapultato, e ho visto Yelfry a terra». È passato un anno da quel momento di paura: «Un anno con il pensiero sempre rivolto a quello che è accaduto», racconta Christian Fedele, titolare di Casa Rustì in piazza Salotto. Il 10 aprile dell’anno scorso, era la Domenica delle Palme, poco prima delle 14, il cliente Federico Pecorale, 29 anni, ha aperto il fuoco contro il cuoco, Yelfry Rosado Guzman, 23enne: 5 colpi di pistola, tre andati a segno – due al torace e uno al collo –, per “punirlo” a causa degli arrosticini troppo poco salati. La follia nel pieno centro di Pescara. «Yelfry era a terra dietro il bancone e la cameriera accanto a lui spaventata a morte», dice Fedele tornando indietro a quei momenti incredibili: quel giorno potevano essere due i morti, per quelli che le forze dell’ordine chiamano «futili motivi». «Qualcuno ci chiede ancora se il nostro è proprio il locale in cui è avvenuto il fatto», dice il titolare, «ovviamente noi avevamo aperto il nostro locale per offrire un servizio di ristorazione e non per diventare un’attrazione. Purtroppo, il tentato omicidio ha inficiato anche l’attività».
«YELFRY STA BENE» Fedele parla spesso con Yelfry, sopravvissuto per miracolo ma costretto alla sedia a rotelle perché, finora, ha perso l’uso delle gambe: «Lo sento frequentemente non tanto perché lavorava con noi ma perché gli vogliamo bene. Come sta? Sta bene come un ragazzo che però non cammina più. Ha un carattere da combattente, come ha sempre detto lui stesso, e sento che ha la voglia di andare avanti: Yelfry ha la speranza che le cose vadano sempre meglio».
RISARCIMENTO Il prossimo 18 maggio ci sarà un’altra udienza in tribunale: si discuterà della capacità di intendere e di volere di Pecorale, accusato di tentato omicidio. «Non ci siamo costituiti parte civile, non ce la siamo sentita anche se il nostro avvocato ci ha consigliato il contrario», rivela Fedele, «se c’è un centesimo da prendere è giusto che sia soltanto Yelfry a prenderlo. Quello che più mi sta a cuore è che tutto abbia funzionato al meglio, dai soccorsi all’intervento delle forze dell’ordine che hanno preso subito il responsabile».
IL VIDEO VIRALE Il video di Pecorale che si avvicina al bancone, afferra la pistola e poi spara, sporgendosi vicino alla cassa, ha fatto il giro d’Italia: «Altroché giro d’Italia, quel video l’hanno visto anche all’estero. Io», dice Fedele, «ho dato il filmato solo alle forze dell’ordine e non so come abbia fatto ad arrivare ovunque, forse è stato messo su qualche chat per velocizzare l’identificazione del responsabile e da lì ha preso a girare. Chissà». Adesso, Fedele spera che continui la solidarietà per Yelfry: «Noi abbiamo cercato di stargli vicino per quanto possibile; la mamma ci ha messo il 100% delle sue energie per stare accanto al figlio; e poi Yelfry si è impegnato e si impegna ogni giorno al massimo. Ci piacerebbe che la solidarietà verso la famiglia di Yelfry non si fermasse. Quello che è trascorso è stato un anno particolare e non è passato serenamente».