Zanardi ai ragazzi: siate pronti a reagire

31 Marzo 2017

Incontro con 400 studenti delle scuole di Francavilla, Torrevecchia e Ripa. Poi l’annuncio: vorrei partecipare all’Ironman

FRANCAVILLA. «Siate curiosi e approfittate delle occasioni che la vita vi offre perché anche dalle situazioni negative si può ricavare qualcosa di buono». Un messaggio a non mollare mai, ha lanciato il campione di ciclismo paralimpico ed ex campione di Formula 1 e Formula Indy, Alex Zanardi, a oltre 400 alunni delle scuole elementari e medie di Francavilla, Torrevecchia Teatina e Ripa Teatina nel corso di un emozionante incontro organizzato dall'Addesi Ciclyng dell'atleta abruzzese Pierpaolo Addesi nel palazzetto dello sport di Francavilla, dove gli atleti sono arrivati su bici, handbike e tricicli.

Zanardi ieri è stato ospite della nazionale di ciclismo paralimpico che da lunedì sta svolgendo un raduno in città che si concluderà dopodomani. Zanardi ha anche illustrato quali siano le sue sfide a breve e medio termine e tra queste rientra anche la tappa pescarese dell'IronMan 70.3 che si svolgerà il prossimo 18 giugno: «Ho intenzione di fare l'IronMan di Pescara, ma è difficile inserire questo appuntamento nel mio calendario agonistico, essendoci proprio in quel periodo una gara, ma se riesce l'incastro ci sarò. Sicuramente, disputerò l'IronMan di Klagenfurt e sto pensando anche a fare qualcosa sulle auto».

A fare gli onori di casa è stato l'assessore allo Sport Rocco Alibertini, con al suo fianco il commissario tecnico Mario Valentini e il presidente di Federciclismo Abruzzo Mauro Marrone. «Questa nazionale», dice Valentini, «ha vinto tutto in questi anni grazie alla loro volontà, dedizione e perseveranza onorano la bandiera dell'Italia. Aiutate e rispettate i vostri compagni che sono in difficoltà». «Con questa iniziativa», dice Pierpaolo Addesi, «cerchiamo di portare messaggi importanti per il quarto anno consecutivo». Poi ogni atleta, tra questi anche Fabio Anobile, medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro ha raccontato la propria storia personale e l'evento, incidenti stradali nella maggior parte dei casi, che ha cambiato il corso della loro esistenza regalando però nuove opportunità e nuove sfide. Hanno anche spiegato come lo sport aiuti a crescere e ad avere compagni nuovi, oltre a offrire una seconda possibilità di riscatto, una nuova occasione per mettersi in discussione. Poi è stata la volta delle domande dei bambini, rivolte principalmente a Zanardi, quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi, due a Londra e due a Rio e nove ori ai campionati del mondo nelle varie discipline: «Quando uno mi prende in giro perché non posso camminare rispondo con un sorriso, l'ironia è molto importante nella vita. A volte le persone disabili sono un po' arrabbiate con la vita per quello che gli è accaduto e bisogna incontrarsi a metà strada. Se a un disabile apri una porta si offende perché sa fare da solo, se non la apri si arrabbia lo stesso perché non lo aiuti. La vita è un percorso nel quale possiamo sempre imparare. Poi la disabilità è relativa: Usain Bolt è l'uomo più veloce del mondo ma se tutti noi potessimo volare lui si sentirebbe un diversamente abile, basta capire quello che si può e si vuole fare nella condizione nella quale si è. La passione ti aiuta a raggiungere i traguardi. Nella vita ci sono eventi negativi, io non avrei mai sognato di perdere le gambe. Quando ero ragazzino chiesi a mio padre come avrei fatto a diventare pilota di Formula 1. Mi disse fai quello che puoi ogni giorno per ogni giornata che ti è data di vivere e vedrai che sarai più vicino a quell'obiettivo. Vi invito tutti, perché siete all'inizio della vostra avventura, a fare così, la mia vita è stata bellissima e lo è ancora. Nel momento di grande difficoltà tutti questi ragazzi, come me, si sono chiesti che cosa avrebbero potuto tirare fuori di positivo. Io ho potuto partecipare alle olimpiadi, senza quell'incidente non sarebbe accaduto».

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