Zara, quella “piazza” sul mare che conquista i turisti a ritmo di rock, reggae e funky

6 Settembre 2015

PESCARA. Fino a una manciata di anni fa si era guadagnato la palma di locale alternativo tra i più frequentati dell’estate pescarese. Complici il rock duro anni Settanta, i cicchetti alcolici serviti...

PESCARA. Fino a una manciata di anni fa si era guadagnato la palma di locale alternativo tra i più frequentati dell’estate pescarese. Complici il rock duro anni Settanta, i cicchetti alcolici serviti dai barman e la possibilità di dimenarsi sulla sabbia a ritmo di musica, lo stabilimento balneare Zara, sulla riviera nord, era tra le mete prescelte da giovani e meno giovani alla ricerca di divertimento sfrenato. Oggi, come confermano i gestori Giuseppe e Alessia Diodati, 36 e 35 anni, i gusti dei pescaresi sono cambiati e la stessa impostazione dell’attività ha subito una netta inversione di tendenza.

«Come si dice dalle nostre parti», spiegano, «si va a Zara per passare una serata tranquilla: per fare quattro chiacchiere con gli amici seduti al tavolino senza avere troppe pretese, ma accontentandosi di bere un boccale di birra, spesso artigianale e abruzzese, accompagnata da pizzette e patatine». Il target dello stabilimento è variegato, ma a frequentare le serate è una fascia di età che generalmente va dai 20 ai 50 anni.

«Una novità rispetto agli anni scorsi», dice Giuseppe Diodati, che dal 2006 si occupa della gestione degli eventi, dalla scelta degli artisti che si esibiscono e degli allestimenti, mentre sua sorella Alessia cura il bar e la pizzeria, «è un afflusso di turisti più consistente, rappresentato soprattutto da stranieri del Nord Europa. Zara è un punto di ritrovo per tutti: ci si incontra a inizio serata per poi spostarsi altrove e ritornare prima di salutarsi, oppure si passa da noi l'intera serata. E’ come una piazza che si trova al centro della città e accoglie tutti, senza limitarsi ad appuntamenti fissi settimanali».

Lo stabilimento nasce negli anni Ottanta e tutto, negli arredi, è rimasto più o meno fermo ad allora, con l’eccezione del bancone del bar, acquistato quest’anno e con dimensioni maggiori rispetto agli anni scorsi. Il titolare della concessione balneare è Sergio Papa che al mattino gestisce la porzione di spiaggia con 30 palme e circa 250 ombrelloni, un campetto da beach soccer e il baby club.

«Dall’aperitivo in poi», rimarca Giuseppe Diodati, «lo stabilimento è frequentato da persone di poche pretese che si dividono in quattro le pizzette, prendono birra e patatine. Un tempo organizzavamo più serate da discoteca, mentre adesso diamo spazio alla musica live, spaziando dal rock anni Settanta al reggae a al funky. Ma ci sono state anche presentazioni di libri come “Poeta vagamondo” di Giuseppe Calì o le cover band The Bradipos IV e Batch Fellers.

«I gusti sono cambiati rispetto al passato», conclude Diodati, «una volta si era più aggressivi al bancone, ci si portava subito a un livello alcolico elevato, mentre ora si bada alla qualità e si cerca di più la dimensione della comitiva, come nei vecchi pub di una volta». (y.g.)

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