Zecchino, il manager che lancia i giovani

24 Giugno 2018

Da Teramo ai vertici del colosso Bosch. Ma alla regione d’origine regala eventi sportivi e prospettive di lavoro e futuro

TERAMO. Promuovere l’opportunità di fare esperienze lavorative. E se chi le promuove è un manager partito da Teramo e approdato ai vertici del colosso Bosch, i benefìci per l'Abruzzo diventano davvero molti. Roberto Zecchino, 49 anni, si definisce «un prodotto a km zero».
A Teramo è nato e ha fatto le scuole elementari, le medie, il liceo classico Melchiorre Delfico e l’Università, dove si è laureato con 110 e lode a Scienze Politiche. Anche dallo sport ha avuto molto. In particolare dal calcio visto che ha giocato nella squadra Primavera dell’Ascoli e nelle nazionali giovanili con il numero uno da portiere.
Oggi, il manager partito dall’Abruzzo, è il vicepresidente Risorse umane del Gruppo Bosch Sud Europa. Coordina oltre 6mila collaboratori in varie sedi da Milano in giù. Ma l’Abruzzo per lui ha una posizione particolare. Come quella che ha un padre verso il figlio.
Si chiama “Allenarsi per il Futuro” il progetto della Fondazione Bosch che dà prospettive di lavoro a centinaia di studenti della nostra regione. Nel suo caso è cultura di ritorno alle origini?
«Sì, è così. L’obiettivo del progetto dove l'Abruzzo fa la parte del leone e di raccontare il mondo del lavoro attraverso lo sport e offrire concrete opportunità con l’alternanza scuola-lavoro. Le parole chiave sono passione, impegno e allenamento. Aiutiamo i ragazzi abruzzesi a capire che cosa fare da grandi».
Che cosa ha fatto la Fondazione in concreto per i giovani della nostra regione?
«Negli ultimi quattro anni abbiamo visitato decine di scuole da Vasto fino alla Provincia di Teramo. Lo abbiamo fatto sia negli istituti tecnici che nei licei incontrando migliaia di ragazzi. Inoltre abbiamo offerto oltre 400 tirocini formativi all'interno della buona scuola a molti giovani abruzzesi».
Le è capitato di rincontrare qualcuno di quei ragazzi che le ha detto: ho trovato lavoro?
«Sono sicuro che accadrà, ma per ora siamo al quarto anno e i giovani che finora hanno partecipato stanno completando il percorso di studio. Lo vedremo tra qualche anno. I messaggi di ringraziamento e soprattutto l'apprezzamento, però, sono quotidiani. E il risultato più bello è aver fatto capire ai ragazzi quali sono i loro punti di forza per quanto riguarda la professione da scegliere. In questi giorni abbiamo a Milano una classe del Patini di Castel di Sangro».
Passiamo allo sport. La Fondazione Bosch ha promosso e promuove in Abruzzo molti eventi. Perché lo fa?
«Perché crediamo fortemente nella metafora e nel metodo dello sport. Non a caso una delle nostre testimonial è la giovane campionessa teramana di atletica Gaia Sabbatini. Con lo stesso obiettivo di trasmettere valori come l’impegno e la passione abbiamo organizzato un incontro al Liceo artistico di Castelli con i nostri campioni, dal cestista Riccardo Pittis allo judoka Pino Maddaloni».
Con quali occhi vede la regione dove è nato ora che è un manager di altissimo livello?
«Nel mio piccolo mi sento un agente della promozione della terra d'Abruzzo che in questi anni ho avuto modo di far conoscere per la bellezza del territorio e delle persone. Il fatto di aver ospitato decine di ragazzi nelle nostre sedi ha permesso di far conoscere fuori dall'Abruzzo anche i nostri tratti forti e gentili, e la determinazione nel lavoro. Caratteristiche apprezzate da chi ho accompagnato in Abruzzo».
Dove però l’Abruzzo deve ancora crescere e migliorare?
«Sicuramente nelle infrastrutture. Purtroppo i collegamenti sono ancora difficili sia dal punto di vista ferroviario che per il sistema degli aeroporti. Per visitare un territorio così bello occorrono infrastrutture adeguate. Ma c’è anche un secondo aspetto che mi ha procurato un dispiacere. Presentando l'Abruzzo ai non abruzzesi ho scoperto che pochi lo conoscono veramente nonostante sia una regione centrale dove tutti passano».
Invece come racconta l’Abruzzo a Milano?
«Lo racconto parlando del territorio e soprattutto delle persone molto accoglienti e, non ultimo, della sua cucina che francamente penso che sia tra le migliori d'Italia. L’Abruzzo è una regina dal punto di vista enogastronomico con dei vini fantastici. Noi siamo stati più volte ospiti dalle cantine del Teramano con dei colleghi anche stranieri che lo hanno confermato».
Provi infine a dare un consiglio a chi deve promuovere la nostra regione.
«Il consiglio è semplice. Bisogna comunicare meglio le virtù abruzzesi. Più di una volta ho accompagnato colleghi alla fortezza di Civitella del Tronto. Erano tutti sorpresi di scoprire una realtà così bella. Eppure Civitella esiste da secoli».
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