Zingaretti, appello al voto: «Siamo l’unica alternativa»

21 Maggio 2019

Il segretario del Pd al Flaiano di Pescara a sostegno di Sclocco sindaco  E sulle Europee attacca: «Di Maio e Salvini giocano sulla pelle dei cittadini»

PESCARA. «Noi siamo l’unica alternativa ad un governo che ha bloccato il Paese». Così il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti si è rivolto alle oltre 1500 persone, che ieri sera hanno riempito l’Auditorium Flaiano di Pescara. Zingaretti è entrato in sala abbracciato alla candidata sindaca di Pescara Marinella Sclocco, circondato dall’affetto del pubblico e dagli occhi di macchine fotografiche e telecamere. Un lungo intervento il suo, capace di toccare diversi punti, partendo dagli scenari nazionali: «Stiamo assistendo a una lotta continua che ha fermato la produzione, fatto crollare i fatturati, generato disoccupazione e creato sfiducia nel commercio, mentre crescono i mutui per le imprese e le famiglie». Allora ecco la ricetta per domenica: «Bisogna combattere. Non solo nelle tv, sui giornali o sui social, ma per strada, nelle scuole, nei palazzi, nei centri per anziani. Ovunque. I messaggi apparsi dai balconi sono importanti, significa che c’è voglia di cambiamento. Arrivano segnali importanti, come la Cgil, la Cisl e la Uil che sono tornate insieme dopo anni». Inevitabile un riferimento al caso dell’insegnate siciliana: «Non ci possiamo rassegnare al fatto che nella scuola pubblica italiana una maestra venga sospesa per aver fatto fare una ricerca sulle leggi varate dal governo e che i suoi studenti hanno liberamente accostato alle leggi razziali. Il reato si chiama apologia di fascismo, non apologia di anti fascismo». Quindi allarga lo sguardo: «Ci siamo ritrovati tutti dietro lo stesso simbolo, questo è un primo risultato di fondamentale importanza. Qualcuno vede l’Europa come qualcosa di lontano, invece fa parte di noi. Per questo vogliamo portare nel Parlamento Europeo persone come Franco Roberti (ex procuratore nazionale antimafia, ndc), perché la mafia non si combatte solo nel Mezzogiorno, ma lo si fa anche a Bruxelles». Poi la stoccata ai 5 Stelle: «In Austria le alleanze sono state rotte in due ore. Qui Salvini continua a governare con i voti di Di Maio, che deve smetterla di fare l’ipocrita, criticando il Ministro degli Interni, salvo poi dire che rimarrà al suo posto per altri quattro anni». E insiste: «Lui e Salvini stanno giocando sulla pelle dei cittadini. Uno vuole fare il decreto sulle famiglie, l’altro quello sulla sicurezza. Ma nel primo caso mancano i fondi e nel secondo le idee». Quindi conclude: «Gli altri hanno probabilmente saputo spiegare meglio di noi i problemi del nostro Paese, ma hanno anche dimostrato di non saperli né affrontare né risolvere. Gli italiani però non sono polli d’allevamento e hanno iniziato a capirlo».
Molti gli esponenti del partito presenti in sala, dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini a quello di Francavilla Antonio Luciani, passando per la parlamentare Stefania Pezzopane, l’ex governatore Giovanni Lolli, il segretario regionale del Pd Renzo Di Sabatino, il consigliere Antonio Blasioli, l’ex assessore regionale Silvio Paolucci, Marco Presutti, Enzo Del Vecchio, Francesco Pagnanelli e molti altri. Alcuni di loro sono saliti sul palco prima del segretario Zingaretti. Tra questi proprio Marinella Sclocco, che ha spostato il mirino sulle questioni interne: «Mi candido per dare voce a una città che vuole crescere. Loro puntano ad arrivare alla pancia della gente, ma non hanno idee né progetti. Ormai attaccano tutti, anche la chiesa. Io sono convinta che possiamo farcela». Poi, dopo le parole del candidato sindaco di Montesilvano Enzo Fidanza, quelle di Leila Kechoud e Franco Roberti, in lizza alle europee, è stato Giovanni Legnini a prendere la parola: «Zingaretti ha riacceso la speranza per l’Italia. Vogliamo dare un grande incitamento a tutti i candidati di casa nostra, senza dimenticare che quelle di domenica saranno le elezioni europee più importanti di sempre. Diritti e libertà non possono essere distrutti da odio e intolleranza. Nei mesi scorsi l’Abruzzo è stata una passerella per gli altri, ma finita la campagna elettorale sono spariti. E adesso si inizia ad avvertire la differenza tra promesse e fatti».