Zona rossa, calano i contagi Primo guarito a Farindola

16 Aprile 2020

Nessun caso positivo a Montebello e Civitella, uno solo registrato a Penne E i volontari della Croce rossa donano uova di Pasqua ai ricoverati in ospedale

PENNE. Primo guarito dal coronavirus a Farindola. Un uomo, che era in isolamento domiciliare e tra gli otto positivi di Farindola, è risultato negativo ai due tamponi di controllo.
Una buona notizia in una giornata dove anche i contagi hanno dato segnali positivi nella zona rossa vestina. Nessun nuovo contagio a Farindola, a Montebello di Bertona e Civitella Casanova. «Altre 4 persone sono clinicamente guarite», spiega il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, «il primo tampone ha dato per loro esito negativo e sono in attesa del secondo. Da 22 persone sotto sorveglianza domiciliare Asl siamo passati a 1», dice ancora Lacchetta.
PENNE. Ieri, il Servizio prevenzione e tutela della salute della Regione ha accertato la positività di un altro residente di Penne. Sono adesso 127, di cui 112 residenti a Penne, i pazienti positivi al coronavirus accertati sul territorio comunale dall’inizio della pandemia.
VICE SINDACO FERRANTE. «Il territorio comunale di Penne è sottoposto a restrizioni speciali dal 25 marzo scorso», sottolinea il vice sindaco Vincenzo Ferrante, «rispetto a Codogno e Vo’ Euganeo, centri nei quali la zona rossa è durata solo 14 giorni e per i quali il governo ha assunto disposizioni speciali, fiscali, economiche e sanitarie, Penne con i suoi 13mila abitanti continuerà a convivere con le restrizioni speciali che produrranno inevitabilmente il disfacimento del blocco occupazionale e il deterioramento del tessuto produttivo».
Anche a livello sanitario le misure adottate a Penne non convincono il vice sindaco, secondo il quale occorre «mettere in atto misure di prevenzione nei riguardi della nostra popolazione, favorendo ad esempio uno screening mirato delle categorie più a rischio e assicurare almeno la distribuzione di mascherine alla popolazione residente».
IL SAN MASSIMO Problemi legati all’emergenza Covid-19 anche all’interno dell’ospedale San Massimo.
«La stessa situazione di criticità viene vissuta all'interno del presidio ospedaliero San Massimo che ha già sofferto, e soffre tuttora, sul piano delle misure anticontagio», fa presente Ferrante, «dopo oltre un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria affiorano gravi ritardi nell’adeguamento dei locali del Pronto soccorso e dell’area riservata al pre-triage e all’isolamento. Nell’ultima seduta del Comitato ristretto dei sindaci, tenutasi il 14 aprile scorso, per di più è maturata l’ipotesi di smembrare il servizio Dialisi e i reparti per acuti di Medicina/Covid-19 e Rianimazione del dell’ospedale San Massimo».
Ancora Ferrante: «Chiediamo di conoscere con urgenza e senza indugio gli interventi di sostegno alla popolazione programmati dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dal capo dipartimento della Protezione civile e dalla presidenza della giunta regionale, in qualità di responsabile della Protezione civile regionale per i Comuni sottoposti alle restrizioni speciali (zone rosse), rispetto alla grave crisi sanitaria, economica e sociale in atto, nonché di conoscere le scelte aziendali assunte dalla Asl di Pescara e volte al potenziamento del presidio ospedaliero di Penne per fronteggiare l’emergenza sanitaria».
CROCE ROSSA. Nel reparto Covid-19 del San Massimo di Penne, i volontari della Croce Rossa Italiana della locale sezione pennese, nei giorni scorsi, hanno consegnato uova di Pasqua per alleggerire la difficile situazione che vivono i pazienti. «Dobbiamo continuare a promuovere il tempo della gentilezza contro il tempo del virus», sottolineano i volontari della Croce rossa, «è importante non abbassare la guardia e rafforzare le azioni concrete volte ad alleviare le sofferenze».
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