Zone a rischio: la mappa

Chi entra e chi esce dall’elenco delle località con divieti extra decise ieri sera
PESCARA . Salgono a 35 i comuni abruzzesi inseriti in zona rossa per effetto dell’ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio. Le maggiori restrizioni vengono prorogate per Chieti e per Pescara e in tutta l’area metropolitana. Sette comuni escono dall’elenco, ma ne entrano otto nuovi: cinque in provincia di Pescara, due in provincia dell’Aquila e uno in provincia di Teramo. A soffrire è, in particolare, l’area metropolitana.
Le misure restrittive in vigore ormai da un mese fanno fatica dare gli effetti sperati. L’incidenza settimanale - ovvero il numero dei nuovi casi su centomila abitanti - si abbassa in tre province su quattro, tranne all’Aquila, dove è in aumento, ma in provincia di Pescara, con un dato pari a 327, si continua a superare, come avviene ormai da oltre un mese, la soglia di allarme fissata a 250.
Al di là dei dati provinciali complessivi, analizzando i numeri su base territoriale, l’incidenza è al di sopra di 250 in tutta l’area metropolitana Pescara Chieti. In quella zona la variante inglese del virus, responsabile del 70% dei contagi, corre più che mai, vanificando così gli sforzi della zona rossa. In provincia di Teramo vengono prorogate le restrizioni per Silvi, Pineto e Roseto, già in zona rossa dallo scorso 3 marzo per effetto di un’altra ordinanza regionale. Si aggiunge anche Tortoreto, dove i numeri, negli ultimi giorni, sono in rapida crescita.
Per quanto riguarda il Chietino, il provvedimento si limita a confermare e prorogare le regole più rigide ai comuni in cui le maggiori restrizioni sono già in vigore: Chieti, Torrevecchia Teatina, Ripa Teatina, Miglianico, Bucchianico, San Giovanni Teatino, Lanciano, Ortona, Francavilla al Mare e Montazzoli. In provincia di Pescara, invece, escono dalla zona rossa i comuni di Castiglione a Casauria, Torre de' Passeri, Turrivalignani, Scafa, Caramanico Terme e San Valentino in Abruzzo Citeriore. Vi restano, invece, Pescara, Spoltore, Montesilvano, Città Sant’Angelo, Pianella, Lettomanoppello, Manoppello, Cepagatti. A questi si aggiungono Collecorvino, Catignano, Rosciano, Moscufo, Cappelle sul Tavo.
Nell'Aquilano vengono confermate e prorogate le regole più rigide per Ateleta, Capitignano, Ovindoli, Castelvecchio Subequo, Cagnano Amiterno, Pizzoli. Dall'elenco esce Roccaraso, ma si aggiungono due comuni: Sante Marie e Rivisondoli. L’ordinanza di Marsilio, alla luce delle valutazioni degli esperti e all’esito dell’analisi dei dati più recenti, introduce o conferma la cosiddetta “sorveglianza particolare” per quei comuni in cui i dati sono in peggioramento, ma non al punto da richiedere già l'applicazione di misure più restrittive: Penne, Pratola Peligna, Barete, Campo di Giove, Prezza, Rocca di Mezzo, Scontrone, Pescocostanzo, Castel di Sangro, Colonnella, Alba Adriatica, Castellalto, Mosciano Sant’Angelo, Notaresco, Paglieta, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro, Frisa, Castelfrentano, Roccamontepiano, Casalincontrada, Atessa, Guardiagrele, Altino, Torino di Sangro, Orsogna, Colle di Mezzo. (l.d.)

