Zone rosse, i sindaci a Marsilio: «Ora chiediamo dei fondi extra»

20 Aprile 2020

Lettera al governatore di cinque primi cittadini della Val Fino: il nostro è un sacrificio che va ripagato In regione il trend dei contagi continua a far sperare: su oltre mille tamponi solo il 3.3% è positivo

PESCARA. I sindaci della zona rossa della Val Fino chiedono aiuti economici al governatore Marsilio. Risorse da un lato per imprese e liberi professionisti, per scongiurare la chiusura di molte attività del territorio, dall'altro per i Comuni, che hanno sostenuto spese consistenti per fronteggiare l'emergenza. La richiesta arriva dopo un confronto tra i primi cittadini della vallata che si è svolto ieri, giorno in cui i nuovi contagi in Abruzzo sono stati 34. Il totale dei casi arriva così a 2.521. I dati sembrano confermare il trend in discesa. Cinque i decessi più recenti: il bilancio delle vittime sale a quota 258.
I DATI. I nuovi casi, accertati con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, centro di riferimento regionale, dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall’Università di Chieti, sono emersi dall'analisi di 1.028 tamponi: è risultato positivo il 3,3% dei campioni. Un dato in linea con quello di sabato (3,5%) e inferiore a quelli dei giorni scorsi. Nel numero complessivo dei casi sono compresi anche 250 morti. Cinque i decessi più recenti: riguardano una 56enne di Lanciano, una 73enne di Castelli, una 78enne di Montebello di Bertona, una 90enne di Corropoli e una 96enne di Pescara. GUARITI. In costante aumento le guarigioni, tredici in più di sabato, per un totale di 276: 184 pazienti da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici e attendono i tamponi di controllo, 92 pazienti hanno risolto i sintomi dell’infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi. Continua la costante diminuzione dei pazienti ricoverati in ospedale: in terapia intensiva ci sono attualmente 40 persone, cioè una in meno rispetto a sabato, e in terapia non intensiva ce ne sono 317 (-4). Tutti gli altri, ben 1.630 persone, sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva.
ZONA ROSSA. Da oggi scatta la proroga della zona rossa, che è stata ridefinita dal governatore Marsilio. I divieti restano in vigore, "fino a cessate esigenze", nei comuni della Val Fino - Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Bisenti, Arsita e Montefino - e nella frazione Villa Caldari di Ortona. Escono, invece, i comuni del Pescarese, dove le restrizioni sono cessate dalla mezzanotte. La decisione del governatore si basa sulle relazioni delle Asl. L'azienda sanitaria di Chieti, ad esempio, scrive che il focolaio di Caldari "non può assolutamente definirsi spento". La Asl di Teramo sottolinea "l'importanza della prosecuzione delle misure ulteriormente restrittive". L'azienda sanitaria del capoluogo adriatico, invece, evidenzia "un ulteriore rallentamento delle nuove diagnosi", motivo per cui "si ritiene non necessario il mantenimento delle ulteriori restrizioni".
RISORSE ALLA VAL FINO. Per fare il punto della situazione, ieri pomeriggio si è svolto un confronto, in videoconferenza, tra i sindaci della Val Fino. I 5 primi cittadini - Vincenzo D'Ercole (Castiglione Messer Raimondo), Alberto Giuliani (Castilenti), Ernesto Piccari (Montefino), Enzino De Febis (Bisenti) e Catiuscia Cacciatore (Arsita) - che già nei giorni scorsi avevano auspicato maggiori attenzioni per una delle aree più colpite d'Abruzzo, chiedono alla Regione «aiuti economici destinati alle imprese e alle partite Iva, perché sul territorio si rischiano la chiusura di tante attività e perdita di posti di lavoro».
Risorse, secondo i sindaci, devono andare anche ai Comuni, che stanno sostenendo spese notevoli per far fronte all'emergenza. Uno degli esempi è la particolare e costosa gestione porta a porta dei rifiuti per le famiglie in cui ci sono casi di Covid-19.
Le istanze emerse dal confronto verranno formalizzate in una lettera da inviare a Marsilio. I sindaci non entrano nel merito della proroga della zona rossa, ormai in vigore da oltre un mese, ma fonti a loro vicine sottolineano che «prevale l'amarezza, visto il netto miglioramento epidemiologico e considerato che territori con più casi sono usciti dall'area con più restrizioni».