È assalto al Pronto soccorso: in aumento i malori per l’afa

27 Giugno 2021

Lunghe file di pazienti in attesa per ore, attrezzato un container come sala d’aspetto L’appello del primario Albani: «I cittadini vengano in ospedale solo per casi urgenti»

PESCARA. C’è il papà preoccupato per il figlioletto che si è slogato il polso sinistro: dolore che il ragazzino sopporta stoicamente distraendosi col cellulare. C’è l’innamorato che ha litigato con la compagna e aspetta di essere visitato «perché sono iperteso e non dormo più la notte». Sono arrivati alle 8 al pronto soccorso, provenienti da Montesilvano o da Spoltore o sono residenti in città. E alle 13 di ieri mattina erano ancora in attesa di essere visitati. Cinque ore di attesa senza i codici di urgenza e la giornata è ancora lunga. Intanto cercano refrigerio all’ombra degli alberi che si stagliano di fronte agli ingressi (e uscite) delle ambulanze, davanti al pronto soccorso di via Fonte Romana.
Seduta in un angoletto all’ombra di un fabbricato, c’è, poi, una giovane donna che si è tagliata un dito, rigonfio di garze e sangue, ed è in attesa di una nuova visita dopo essere stata appena medicata.
Fuori si bolle, col caldo che picchia fortissimo all’ora di pranzo. Qualcuno sceglie di stare dove c’è l’aria condizionata. Nella saletta interna del dipartimento di emergenza, accanto agli spazi triage che hanno occupato la vecchia sala d’attesa, c’è la neo mamma che aspetta, da qualche minuto, di fare la visita ginecologica.
Ci sono poi, i casi più gravi, quelli da codice rosso, con le persone in pericolo di vita a causa di ictus, infarti e altre gravi patologie, che sono state ricoverate nei reparti ospedalieri dove i familiari non possono accedere. E aspettano notizie, come tutti, seduti all’interno dei container refrigerati della Protezione civile, posizionati, nel rispetto delle normative anti Covid, davanti alla sede dell’unità di emergenza in via Fonte Romana. Ore di attesa scandite dall’urlo delle sirene delle ambulanze: «Vanno e vengono in continuazione» osservano i pazienti in fila, nel piazzale del presidio dove le temperature oltrepassano i 30 gradi e si bolle.
Nel reparto di Emergenza-Urgenza, i corridoi, all’ora di pranzo, sono stracolmi di letti allineati con pazienti urlanti di dolori vari.
È la fotografia scattata ieri (ma potrebbe essere uguale agli altri giorni) nel pronto soccorso dell’ospedale di Pescara che quotidianamente accoglie circa 300 utenti (100mila ingressi l’anno), 280 la media negli ultimi giorni, nei calcoli del primario, Alberto Albani, che rilancia l’appello accorato all’utenza: «Venite al pronto soccorso solo se siete in grave pericolo, altrimenti purtroppo l’attesa sarà lunga».
Come accade ogni giorno, con le sale sanitarie che esplodono di pazienti, soprattutto anziani che accusano malori, conseguenza del caldo afoso di questi giorni o con patologie aggravate dal prolungarsi della pandemia e non curate in tempo.
Ma nel post pandemia sono i ricoveri per traumi, la grande riscoperta. Ancora, Albani: «Registriamo tanti politraumi a causa di incidenti con le auto, motorini, bici e monopattini». Non mancano gli infortuni domestici, le cadute in strada, le storte, i traumi facciali, le scottature e gli svenimenti.
Man mano che l’estate avanza, la situazione peggiora. Gli accessi aumentano conseguenza di malori legati agli stili vacanzieri, tra indigestioni e ustioni da abbronzatura. È attesa l’apertura del nuovo pronto soccorso, tra via Fonte Romana e via Monte Faito (area Cup) la cui sala d’attesa conterà 100 posti a sedere.