È caccia ai parcheggi in centro Duecento posti nei tunnel chiusi

4 Agosto 2024

Il Comune cerca di rimediare all’emergenza provocata dai lavori nell’area di risulta, ma serve tempo Attacca Giampietro del Pd: «Follia non avere un piano alternativo». E tra un mese riaprono le scuole

PESCARA. Caccia al parcheggio da parte dell’amministrazione comunale. Ma in centro, facendo una rapida indagine, appare lampante che non ci siano zone alternative all'area di risulta. Che fare? Qualcuno ha proposto di riaprire la strada parco alla sosta, ma è impossibile farlo per ragioni di sicurezza, dopo che il Comune ha vietato addirittura il transito a bici e pedoni. Idem per l'ex Fea, in cui è in corso un’operazione di bonifica e c'è, aspetto non trascurabile, un'indagine della polizia provinciale.
I DUE TUNNEL RFI Nell'area della stazione, ci sarebbero le uniche vere chance di recuperare 150-200 posti auto. Come? Aprendo i tunnel di proprietà delle Ferrovie. Sembra facile trasformarli in parcheggi, ma così non è: se ne parla da anni, ma il progetto non va mai in porto. Perché? Qualche problema di sicurezza dev'esserci. Probabile che la pista venga battuta dal Comune nelle prossime ore, quando il dirigente Giuliano Rossi farà vedere al sindaco Carlo Masci il suo studio sulle nuove possibili aree di parcheggio per risolvere l'emergenza. I tempi, quindi, non sono immediati, mentre la prima settimana di agosto sta scivolando via veloce e, tra un mese circa, saranno rientrati tutti dalle vacanze e riapriranno le scuole. A quel punto per le strade di Pescara - stando così le cose - sarà caos quotidiano.
«Siamo quasi a metà agosto e non c'è un'alternativa pronta sui parcheggi. I lavori sono partiti senza informare adeguatamente la città, all'improvviso. Per noi questa è una follia. Tra l’altro, all’emergenza bisognerebbe rispondere con un apposito piano d’emergenza», dice il consigliere della minoranza, Piero Giampietro, del gruppo del Pd.
altre soluzioni Quale potrebbe essere un piano d’emergenza? Tra le proposte arrivate sul tavolo di Masci, ci sono il recupero di posti auto sul lato monte della parte nord di corso Vittorio e parcheggi a spina di pesce su via Ferrari (idee di Confcommercio). Si potrebbero anche sfruttare aree già esistenti, cambiando il regime di pagamento. Nei parcheggi di Sant’Andrea, piazza Spirito Santo, via Passolanciano e via Cetteo Ciglia, ad esempio, si potrebbe passare al disco orario, parcheggiando gratuitamente, ma garantendo il ricambio delle auto negli stalli. Un nuovo regime di sosta - in questo momento emergenziale - potrebbe essere utile anche sul lungomare e in centro. E per le aree più lontane, come via Cetteo Ciglia, si potrebbe pensare ad una navetta ad hoc - gratuita per gli utenti - per raggiungere il centro rapidamente e poi tornare una volta terminate le commissioni. Occhio, però, a non guardare solo alla zona centrale: il problema si sta spostando anche a Pescara sud, basta vedere il cantiere (fermo) e infinito di piazza Alessandrini, che ha fatto sparire un parcheggio fondamentale in un’area densa di uffici e servizi, oltre a bloccare il Mediamuseum.
«Bisogna usare tutti gli spazi esistenti in città. In questo momento si può pensare agli incassi della Pescara Multiservice. Ribadiamo: non si può perdere un'ora per parcheggiare, in tanti rinunceranno a raggiungere il cuore della città. Il commercio cittadino, tra l’altro, paga anche la mancanza di eventi, che ha svuotato il centro e allontanato i clienti dai negozi in tempo di saldi. Da troppo tempo non c’è più attenzione nei loro confronti», aggiunge Giampietro, che chiede al sindaco e ai suoi assessori di giocare a carte scoperte: «i pescaresi hanno il diritto di conoscere tempi di questa operazione sui parcheggi: fino a quando sarà così? Bisogna dire a tutti quanto durerà questa situazione. Le associazioni di categoria lamentavano il rischio di quest’emergenza già mesi fa, ma il sindaco disse pubblicamente: "i cantieri non si accavalleranno”. Una promessa basata sul nulla».
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