«È caduto per evitare un riccio lungo la strada»
Tutta Spoltore piange Di Lorito, storico artigiano con la passione per la bici La drammatica testimonianza di un compagno: stava per andare in pensione
SPOLTORE. Rimbalzata rapidamente da Teramo a Spoltore con un tam tam di telefonate e sms, la notizia della morte di Rinaldo Di Lorito, idraulico e ciclista amatoriale molto conosciuto a Spoltore, dove abitava, ha squarciato la quiete e la serenità di una domenica di primavera. Proprio per il bel tempo, ancor più gradevole dopo il freddo dei giorni scorsi, il 61enne aveva deciso di fare un’escursione in bicicletta con gli amici fino a Isola del Gran Sasso, al santuario di San Gabriele. Ma un tragico destino ha interrotto la lunga pedalata del ciclista, che ieri alla chiesa del santo patrono d’Abruzzo non ci è arrivato.
Nato nel 1954, Rinaldo Di Lorito a Spoltore era “l’idraulico”, quello che tutti conoscevano, instancabile e sempre pronto a correre ogni volta che i clienti lo chiamavano sia per lavori d’impianti sia per emergenze in caso di guasti e danni improvvisi di tubi, bagni e rubinetti. Sposato con Anna, aveva due figli, Fabio di 31 anni, e Daniele di 26. Il figlio maggiore gli aveva dato una nipotina per la quale lui stravedeva. Con la moglie e il figlio più piccolo, l’artigiano abitava in pieno centro, ma nei prossimi mesi si sarebbe trasferito con la famiglia nella nuova casa appena costruita, un po’ fuori del centro cittadino. Gli amici raccontano che Rinaldo era molto contento di cambiare casa, un nuovo inizio per il 61enne, ancor di più perché a settembre sarebbe andato in pensione e avrebbe potuto godersi un meritato riposo dopo quasi 50 anni di lavoro.
Di Lorito aveva cominciato a fare l’apprendista idraulico dopo la terza media e una volta imparato il mestiere lo ha sempre svolto con dedizione e serietà tirando su la famiglia.
Il suo hobby era inforcare la bici e girare per le strade d’Abruzzo all’aria aperta, uno svago a cui, come l’attività lavorativa, si dedicava da una vita. «Rinaldo amava la bicicletta da quando era adolescente», ricorda l’amico Achille Di Paolo Emilio, presidente della Società Operaia – a Spoltore in quegli anni in bici ci andavamo tutti, poi lui ha fatto anche il ciclista corridore, è arrivato alla categoria degli esordienti. Non riesco ancora a credere che oggi proprio in sella alla sua bici abbia trovato la morte».
Più o meno alle 8 di ieri Di Lorito è partito da Cappelle, dalla rotonda sul Chilometro Lanciato vicino al ponte dell’autostrada, pedalando verso San Gabriele. «Eravamo forse una quindicina, «racconta Giuseppe Marcucci, amico e presidente dell’associazione sportiva Bike 2000 di Cappelle, «quest’anno era la prima volta che andavamo a San Gabriele, dove siamo sempre andati 2-3 volte l’anno. Tutto era tranquillo, stavamo pedalando in fila a coppia con andatura regolare, da passeggiata. Rinaldo si trovava dietro, quando abbiamo notato quel riccio sulla strada. Per evitarlo si è spostato ed è caduto. Non ho visto la scena perché stavo più avanti, ma ho sentito un tonfo, il rumore assordante dell’incidente, della moto che stava sorpassando tutto il gruppo. È stato un attimo, mi sono girato e ho visto Rinaldo per terra, una scena straziante. Un ragazzo dei nostri si è subito avvicinato per sentirgli il polso, che c’era ancora, ma nel giro di poco il mio povero amico è spirato. Pensare che era così contento di andare in pensione e di trasferirsi nella nuova casa, adorava la sua nipotina». Di tanto in tanto, con Giuseppe e altri amici, Rinaldo amava anche trascorreva alcuni giorni di riposo dal lavoro, quando si concedeva una vacanza, per andare all’Oktoberfest o a vedere i mondiali di ciclismo.
I funerali saranno celebrati mercoledì alle 15,30 nella chiesa di San Panfilo.
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