È corsa alle nuove pensioni Patronati sotto pressione

Anticipo, usuranti, opzione donna. Non è facile orientarsi tra le norme della Legge di Bilancio E chi ha già l’assegno corre il rischio di restituire da febbraio lo 0,1% di inflazione programmata
PESCARA. Anticipo di Pensione, opzione donna, quattordicesima, usuranti, cumulo: sono tante le novità sulle pensioni contenute nella legge di Bilancio 2017 varato dal governo. Interventi impegnativi da affrontare per chi deve decidere se restare o no al lavoro. Per questo dall’inizio dell’anno negli uffici dei patronati sono amentate le richieste di chiarimento. E il 30 gennaio prossimo, a Pescara - la sede è ancora da stabilire - Cgil, Cisl e Uil terrano un incontro pubblico in cui verranno illustrate le principali novità della nuova previdenza.
Spiega Roberto Campo, segretario regionale della Uil: «Dapprima sono stati gli esodati a chiedere spiegazioni, preoccupati dell’eventualità che non venisse portata a termine la sanatoria, poi invece approvata dalla legge di Stabilità. Per quanto riguarda invece l’Ape social», continua Campo, riferendosi alla possibilità dell’anticipo pensionistico riservato alle persone in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, lavoratori con disabili a carico e persone che svolgono delle attività gravose, «come prospettiva la si sta cominciando a valutare adesso. Al momento, però, non tutti ne sono consapevoli. Comunque», precisa il sindacalista, «possiamo dire che su queste novità ci sarà molta attenzione, quest’anno, perché avremo un indebolimento degli ammortizzatori storici, come la cassa integrazione in deroga, ridotta ai minimi termini. Quindi, il grande problema che si apre è se il governo, su quest’aspetto, vorrà inserire delle deroghe anche per le aree di crisi semplici, così come già previsto per le aree di crisi complesse».
Anche nella Cgil è aumentato il lavoro allo sportello: «Da noi», dice il segretario regionale Carmine Ranieri, «tante domande stanno arrivando da quelli che svolgono lavori usuranti e dai lavoratori precoci.Soprattutto gli edìli che lavorano nei cantieri e che dovrebbero avere la possibilità di uscire a 60 anni, un’età nella quale non è possibile più lavorare in condizioni così difficili». Le domande, al sindacato, tuttavia arrivano su diversi aspetti della riforma. «Ci chiedono», prosegue Ranieri, «delle possibilità inerenti alle ricongiunzioni gratuite, visto che prima bisognava pagare per unificare i contributi versati in diverse casse previdenziali. Inoltre chiarificazioni ci giungono, tra le altre, per conoscere le novità sulle pensioni basse e sulle esenzioni relative a chi percepisce fino a 8.125 euro annui».
Tra chi è già in pensione C’è invece il tema legato alla restituzione allo Stato da febbraio dello 0,1% dell'importo ricevuto nel 2015. Ovvero la differenza tra l'inflazione programmata e quella effettiva su cui è stato calcolato l'adeguamento al costo della vita delle pensioni. La norma non c’è ma esiste il rischio che venga emanata, secondo lo Spi, il sindacato pensionati della Cgil. Infatti nel decreto Milleproroghe di fine anno, fa notare lo Spo, non c’è stato l'intervento con cui si doveva risolvere la questione. In questo modo tutte le pensioni avranno una perdita di valore. Nel caso di una pensione al minimo la perdita sarà di 6,50 euro all'anno e di 13 euro per una da 1.000 euro.
«Cifre» precisa il sindacato, «che possono sembrare di poco conto ma che incidono in particolare sulle pensioni basse». Lo scorso anno il governo intervenne rimandando questa restituzione a quando l'economia fosse effettivamente in ripresa neutralizzandone così gli effetti negativi. Anche quest'anno il governo si era reso disponibile ad intraprendere la stessa strada ma per ora non lo ha fatto.
Vito De Luca
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