È il mese delle nozze ogni giorno si celebra un matrimonio

21 Maggio 2016

I dati del Comune: unioni in crescita rispetto all’anno scorso Don Cristiano: ma ci si sposa in età matura per essere sicuri

PESCARA. Niente da fare: cambiano le stagioni e quest’anno è stato pure un mese fresco, ma maggio resta il preferito per sposarsi. In media un matrimonio al giorno. Sarà che i colori e gli odori della primavera spingono al romanticismo, sarà che le giornate sono più lunghe e c’è anche più luce per fare le foto. Sarà, per i più credenti e praticanti, che è il mese dedicato alla Madonna. Sta di fatto che maggio si conferma il mese più affollato per chi vuole convolare a nozze: per prenotare il ristorante o la chiesa per questo periodo dell’anno è necessario muoversi almeno un anno e mezzo prima. Rito civile o rito religioso non importa, la festa è festa e c’è bisogno di prenotare ogni servizio con largo anticipo.

Un istituto, quello del matrimonio, che tiene, nonostante il segno dei tempi e nonostante una lieve flessione rispetto all’epoca dei nostri genitori. I dati forniti dai servizi demografici del Comune di Pescara dicono che, a maggio 2016, i matrimoni contratti in città sono di più che nel 2015: finora, e mancano ancora dieci giorni alla fine del mese, gli atti in possesso del Comune sono già 30: un matrimonio al giorno. Lo scorso anno sono stati 27, poco meno, anche se bisogna considerare qualche unità in più dell’anno in corso non ancora trascritta nei registri.

Chi sceglie la chiesa, a Pescara e in Abruzzo ha l’imbarazzo della scelta. Chi invece opta per il rito civile è ancora legato alla sala giunta del municipio, che è molto più gettonata sia dell’Aurum che della spiaggia, ultima innovazione per chi rinuncia alla chiesa.

Ma quanto sono disposti a spendere gli sposi per uno dei giorni memorabili della propria vita? La cifra è variabile a seconda della posizione economica della coppia e dei genitori che spesso aiutano. Ad ogni modo, in media, un matrimonio può costare tra i 10 e i 25 mila euro, ma anche molto meno o molto di più a seconda che si rinunci o no all’abito firmato, a tanti invitati, alla musica o al video del fotografo.

E per chi sceglie il rito tradizionale in chiesa qual è la situazione? Secondo l’ufficio matrimoni della diocesi di Pescara-Penne, gli atti registrati nel 2015 sono stati circa 600, quelli nel 2016 al momento sono circa 155. «Ma a gennaio, febbraio, marzo e aprile non si sposa quasi nessuno», fa notare monsignor Gianni Rizza, vice cancelliere e addetto al protocollo. Secondo la curia, si starebbe assistendo a una lieve diminuzione, che si fa più ampia se si guarda molto indietro, agli anni ’60 e ’70, quando i matrimoni celebrati in un anno arrivavano anche a 3.500-4mila: «Negli ultimi anni una flessione c’è stata», dice don Cristiano Marcucci, responsabile della Pastorale familiare di Pescara, «ma è anche vero che negli ultimi anni è cambiata proprio la concezione del matrimonio. Intanto, l’età degli sposi è quasi sempre più matura dei 30 anni. Spesso si superano i 35, ma anche i 40. E da quello che emerge dai corsi prematrimoniali, spesso si avvicinano al matrimonio coppie che già convivono, magari da anni, e per una piccola percentuale anche coppie che hanno già dei figli». Spesso si rimanda la data delle nozze per esigenze economiche, altre volte perché si vuol essere più sicuri. «Quel che è certo», prosegue don Cristiano, «è che chi arriva al matrimonio dopo aver convissuto lo fa perché è realmente consapevole del passo che si appresta a compiere. Dopo anni di stabilità, volersi sposare vuol dire credere profondamente nel sacramento del matrimonio». Quel che appare certo, sentiti gli operatori delle nozze, è che giovani o adulti, conviventi oppure no, c’è un elemento che mette d’accordo tante e tante coppie: la ricerca di una data di maggio per compiere uno dei passi più importanti della vita.

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