«È indolore, ma si rischia l’infezione»

5 Agosto 2018

Parruti, primario di Malattie infettive: in montagna calzettoni e maniche lunghe

PESCARA. Cosa sono le zecche? E cosa bisogna fare quando si capisce di essere stati morsi? Le risposte agli interrogativi più comuni arrivano da Giustino Parruti, che dirige l’Unità operativa complessa di malattie infettive dell’ospedale di Pescara. Ed è sempre lui ad indicare come comportarsi per evitare la puntura di questi insetti, «molti diffusi dovunque ci sia bestiame selvatico o da pascolo e nei sottoboschi».
Nel momento in cui avviene il morso è difficile accorgersene perché le zecche «iniettano un analgesico. Poi, nel giro di qualche ora, penetrano con la testa nei vasi del sottocutaneo e si nutrono del nostro sangue». Questi insetti (di cui gli animali non si accorgono neppure, grazie a peli e setole) sono presenti «sull’erba e nei cespugli» e ci si può entrare a contatto anche «spezzando la legna». Non tutti questi parassiti sono infetti, anzi solo una parte e in caso di morso da una zecca infetta, l’infezione può essere trasmessa all’uomo mentre «non c’è possibilità di trasmissione da uomo a uomo». I germi sono quattro, spiega sempre Parruti, e possono provocare «malattie serie» tra cui anche l’encefalite da zecca. Non è facile accorgersi subito di essere stati morsi, per via dell’effetto analgesico generato dallo stesso insetto. Ma la zona dove è avvenuta la puntura diventa prima o poi nera perché «il veleno uccide il tessuto» e ne provoca la necrosi per cui i segni sono evidenti. Questo vale per tutte le zecche, infette e non. Che fare? Bisogna rivolgersi quanto prima ad una «persona esperta», per procedere alla rimozione. «La zecca va estratta con cautela cercando di non lasciare alcun pezzo all’interno, tanto meno il muso (che si chiama rostro) perché se rimane nella zona della puntura va in necrosi. E poi va fatta la profilassi», perché potrebbe alzarsi la temperatura corporea. E la febbre è inevitabile, dopo circa una settimana dalla puntura, quando il sangue dell’insetto è infetto.
Certo, c’è la possibilità che la zecca non sia infetta «ma va comunque tolta e in generale tutti si orientano per la profilassi».
Ci sono degli accorgimenti di cui è opportuno tenere conto «quando si cammina in campagna o in montagna». E cioè: «non bisogna mai muoversi con le gambe e le braccia scoperte. Sono consigliabili le maniche lunghe, anche se leggere, e i calzettoni fino a ginocchio. E poi bisogna usare un telo, se ci si stende a terra, anche se il contatto con l’erba può essere molto piacevole. E bisogna evitare di entrare nei cespugli».
Il caldo è alleato di questi insetti perché raggiungono «la maturità» nei mesi centrali dell’anno, fino alla fine dell’autunno, e poi «muoiono con il freddo», non essendo capaci di sopravvivere alle basse temperature.
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