È morto a 55 anni Scuccimarra, era il signore delle case in vendita

9 Ottobre 2022

Stroncato da una lunga malattia, nel 1995 puntò sull’edilizia e fondò l’agenzia Broker Consult Il ricordo della moglie e dei figli: «Era un trascinatore per chiunque». L’ultimo saluto al Cristo Re

PESCARA. Ha lasciato alla moglie e ai figli un grande insegnamento. Pasqualino Scuccimarra, morto a soli 55 anni, teneva particolarmente al rispetto delle regole ma era anche una persona che si faceva trainare dalla passione, dall’entusiasmo. Lo ha fatto fino all’ultimo, nonostante il deficit immunologico scoperto 18 anni fa. La sua è stata «una lunga lotta contro questa patologia», ha vissuto «18 anni di sofferenza» eppure è riuscito a splendere, in campo professionale ma anche per la sua famiglia, per chi gli voleva bene, coltivando sempre le sue passioni: la campagna, il mare, la pesca. È stato lui, insieme a Enzo D’Alessandro, «che considerava un fratello e non solo un socio», a fondare l’agenzia immobiliare Broker Consult. «L’hanno creata insieme nel 1995», ricorda la moglie di Scuccimarra, Tiziana, che ha conosciuto l’uomo che le ha rubato il cuore quando non avevano neppure 25 anni e l’ha sposato l’anno prima della nascita della Broker Consult. «Mio marito, che viveva a Pescara da quando aveva 14 anni, all’epoca era un assicuratore e la Broker Consult all’inizio si occupava anche di assicurazioni e amministrazione di condomini. Ma poi si sono concentrati sull’agenzia immobiliare, una attività che li ha presi sempre più. Mio marito non voleva che si fermasse. E non si fermerà», assicura Tiziana, affiancata dai figli Enrico, di 24 anni, che ha già intrapreso il suo percorso lavorativo alla Broker Consult, a fianco al padre e alla madre, e Roberto, che di anni ne ha 22 e farà il suo ingresso «a gennaio». Un nome conosciutissimo, quello della Broker Consult, che «è una delle agenzie più importanti, a Pescara, e ha uno staff di dieci persone». Dopo 27 anni di attività Scuccimarra non aveva perso la spinta ad andare avanti, oltre. «Era molto soddisfatto ma ogni giorno aveva un obiettivo nuovo da raggiungere», dicono i figli che lo descrivono come un uomo «davvero molto dinamico, una guida per i collaboratori interni e per i professionisti esterni, un trascinatore, un motivatore, con una soluzione per ogni problema», proseguono con grande ammirazione i figli del professionista che conservano l’immagine del papà con il sigaro in mano. «Ne aveva sempre uno tra le dita, ne fumava 5 o 6 al giorno».
Una delle sue caratteristiche era la fermezza nel «rispettare le regole, sempre e comunque, e pretendeva le stesse cose da noi», sottolineano i figli. «Diceva a tutti che per raggiungere un obiettivo ci si deve mettere passione, altrimenti non si va avanti». E lui ne aveva da vendere. Poi c’erano la sua «grinta, la socievolezza, la capacità di farsi voler bene da tutti». Non gli riusciva difficile perché «cercava di immedesimarsi negli altri, nella vita così come nelle esperienze professionali» e si impegnava a «distinguersi». Parenti e amici lo saluteranno oggi, per l’ultima volta, alle 15.30 nella chiesa di Cristo Re, in via del Santuario.