È morto Lizza, politica e cultura in lutto

Aveva 80 anni: camera ardente in Comune per l’ex vice sindaco e promotore del Festival del Jazz. Oggi alle 15 i funerali
PESCARA. La cultura, la politica, l’amministrazione della città. Erano solo alcuni degli interessi di Carlo Lizza, che è stato avvocato ma anche vice sindaco e presidente dell’Ente manifestazioni pescaresi. È morto ieri, a ottant’anni, e per lui nel pomeriggio è stata allestita la camera ardente nella sala consiliare del Comune, la stessa dove il Consiglio comunale ha osservato un minuto di silenzio in segno di cordoglio per la sua scomparsa.
Tante le testimonianze di stima nei confronti di Lizza, che lascia i figli Roberto e Letizia (moglie dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia). Il sindaco, Marco Alessandrini, parla di «un concittadino e un amministratore che si è messo a servizio di Pescara in uno dei periodi storici più importanti per la sua crescita. Voce del sociale, dell’ambiente, dello sviluppo, ma soprattutto un promotore della cultura», dice ancora Alessandrini sottolineando che Lizza «ha perorato la nascita e il consolidamento del Festival del Jazz».
«Si spegne un faro, una guida luminosa», aggiunge il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso che parla di Lizza come di «un umanista a tutto tondo, con interessi che spaziavano in ogni campo del vivere». «Un uomo profondamente colto», osserva Giulio De Collibus, dell’Archeoclub che parla dell’epoca in cui Lizza, «indimenticabile assessore comunale alla Cultura, si adoperò con ingegno e caparbietà per far acquistare dalla città la stecca di caserme borboniche di proprietà dello Stato da destinare a sede del Museo delle genti d’Abruzzo e poi per procedere al restauro dell’edificio». Tra le sue «iniziative innovative» Angelo Valori, attuale presidente dell’Ente manifestazioni pescaresi, ricorda «gli incontri con i compositori contemporanei, che portarono in città musicisti del calibro di Stockhausen, Berio e tanti altri». Era una persona «colta, spiritosa e divertente, una miniera di aneddoti, battute e citazioni», dice Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale e comunale, che non dimentica il «convegno internazionale dannunziano del 1989, quando Lizza riunì a Pescara molti tra i più grandi poeti del pianeta» e l'installazione della Porta del Mare di Franco Summa in piazza Primo Maggio, voluta sempre da lui. «Non mi ha fatto mai mancare il suo incoraggiamento sulle battaglie per la città, la bellezza, i beni comuni», dice sempre Acerbo sottolineando che «dopo Gianni Cordova la città perde un altro compagno socialista che ha dato un contributo eccezionale alla vita pubblica».
È addolorato il consigliere comunale Riccardo Padovano che conosceva Lizza dagli anni Ottanta. «Capeggiava la corrente Sinistra lombardiana del Partito socialista, con D'Andreamatteo, e rimanevo ad ascoltarlo incantato quando parlava di politica e recitava i suoi versi dedicati alla figura femminile, che vedeva come una dea». A lui va riconosciuto il merito «di aver pensato e messo in piedi l’assessorato comunali alle Politiche della casa: in quegli anni mancavano alloggi e promosse il progetto per costruire 950 appartamenti in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Fu sua anche l’idea di valorizzare le circoscrizioni. Ha speso la sua vita per la città, per i valori del Partito socialista, di cui è stato una costola. Mi piacerebbe, un giorno, dedicargli una sezione del partito».
I funerali oggi alle 15, nella chiesa dello Spirito Santo. Alla famiglia Lizza le più sentite condoglianze del Centro. (f.bu.)
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