È morto Vittorio Pecoraro: portò in città la pizza napoletana

16 Ottobre 2021

Aveva 87 anni. Ha lanciato i più noti locali della riviera, dalla Sirenetta negli anni Settanta, a Positano Tanti i messaggi di cordoglio dopo la notizia della sua scomparsa diffusa dai social. Lascia due figli 

PESCARA . Ha fatto conoscere ai pescaresi la pizza napoletana nei primi anni Settanta, quando da Napoli veniva in città a fare la stagione, appoggiandosi d’estate al chiosco che all’epoca stava tra il Lido e la Sirenetta. Un’arte che è diventata la sua fortuna, e che ha fatto di lui uno dei più noti e longevi ristoratori della città. Vittorio Pecoraro, 87 anni, è morto ieri, a pochi mesi di distanza dalla moglie. Lascia i figli Vito e Francesco, e una storia fatta di lavoro e sacrifici, ma anche di tante soddisfazioni.
Prima ancora del ristorante Positano (rilevato quando si chiamava “Lu Travocche”), oggi gestito dal figlio Francesco, e di Marechiaro a Mare, gestito dal figlio maggiore Vito, Vittorio Pecoraro aveva lanciato anche la Sirenetta quando di pizzerie, a Pescara, se ne contavano sulle dita di una mano. Era la metà degli anni Settanta quando, con il fratello minore Umberto, che l’aveva raggiunto da Napoli, decise di restare a Pescara e di avviare qui la tradizione che a poco a poco ha alimentato la passione die pescaresi per la pizza napoletana.
Un successo, da quel lontano 1977, cresciuto di anno in anno come i suoi locali, pizzerie, ma anche ristoranti di pesce, e vissuto sempre nella riservatezza di chi non conosce e non vuole vetrine.
Fu però nel 2008 che, suo malgrado, si ritrovò protagonista delle cronache locali a causa di una violenta lite con il fratello Umberto ( all’epoca titolare dell’Alcyone), e due dei rispettivi figli, nel ristorante Positano. Una lite nata per problemi economici e che da allora allontanò inevitabilmente i due fratelli. Un episodio pesante, per il risvolto mediatico che ebbe (ci fu un accoltellamento) e per la temporanea chiusura dei due locali disposta dal questore, ma che i Pecoraro seppero superare da entrambe le parti ancora con il silenzio e la forza del lavoro.
E ieri sera la notizia della morte di Vittorio Pecoraro, diffusa dai social, ha dato il via a tanti messaggi di stima e di cordoglio. Tra i primi a commentare con dispiacere la scomparsa del ristoratore, Germano D’Aurelio, in arte ’Nduccio: «Un pezzo di storia della città che se ne va: professionista di livello, lontano dai clamori, preparato e riservato». «Vittorio, che tristezza, condogliaze», scrive invece Gabriele Bankovski. «Un uomo unico», le parole di Paolo Tarquini. «Un pezzo di Pescara che vola via», il commiato di Valerio Forcucci. Presumibilmente domani i suoi funerali. (s.d.l.)