È nuovo allarme siccità: gli ortaggi i più a rischio

26 Ottobre 2022

Coldiretti: «Manca la pioggia e restano i parassiti: l’emergenza è senza fine» Possibili contraccolpi anche nei raccolti del 2023 se non arriva subito l’acqua

Autunno inoltrato, ma c’è ancora l’allarme siccità. In Italia, ma anche in Abruzzo, dove sono minacciati soprattutto i campi coltivati a ortaggi autunnali. Il grido d’aiuto viene dall’agricoltura, nuovamente messa in grave difficoltà.
«Le piogge non sono state sufficienti e gli imprenditori agricoli stanno intervenendo addirittura con irrigazioni di soccorso per non compromettere i raccolti», dice Coldiretti nazionale, parlando di «caldo record» per ottobre, ma anche della «preoccupante prospettiva di una novembrata con il caldo». Secondo l’associazione, infatti, il caldo «sta provocando l’allungamento della fase vegetativa delle piante con il rischio di far ripartire le fioriture, con il pericolo di esporle ai danni di un prevedibile successivo abbassamento delle temperature e la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni». Non solo, perché «nelle campagne gli effetti si fanno sentire anche per i parassiti che sono rimasti attivi con le temperature miti e attaccano più facilmente le colture ancora in campo, come avviene peraltro nelle città dopo sono ancora diffuse zanzare e mosche».
Questo, mentre le coltivazioni si stanno ancora riprendendo dalla siccità estiva, in un 2022 che in Italia è stato il più caldo mai registrato dal 1800, con una temperatura superiore di quasi un grado alla media e con precipitazioni ridotte di un terzo rispetto al solito. «È una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne», conclude la nota di Coldiretti, segnalando nel 2022 danni per 6 miliardi per l’agricoltura italiana.
«In Abruzzo la siccità di questi giorni colpisce particolarmente l’orticoltura, proprio alle porte della raccolta e del trapianto di prodotti come broccoli, insalata, cavolfiori e spinaci. Ma potrebbe colpire in prospettiva anche specie arboree come viti e ulivi, con i contraccolpi della mancanza di pioggia e della sofferenza attuale per la mancanza di nutrienti che si vedrebbero l’anno prossimo alla ripartenza primaverile. Grano, mais e cereali in generale hanno avuto già problemi nei mesi scorsi: potrebbero averne ancora se la siccità dovesse continuare. Questo mentre abbiamo già toccato in molti casi cali di produzione anche di un terzo», spiega il presidente di Coldiretti Abruzzo Silvano Di Primio.
«Sul territorio della nostra regione», continua Di Primio, «le zone più colpite sono quelle in cui mancano bacini di raccolta dell’acqua in montagna oppure reti consortili. Soprattutto in collina e in valli come quella del Foro e in generale del Chietino. Ma anche dove ci sono le reti dei consorzi di bonifica, queste sono in pessime condizioni a causa delle perdite d’acqua. In difficoltà anche chi ha il proprio pozzo per estrarre l’acqua: la risorsa va presa sempre più in profondità a causa dell’abbassamento delle falde e i costi energetici per prelevare sono sempre più onerosi. Molte riserve d’acqua, inoltre, sono state utilizzate per innaffiare il grano a giugno». L’emergenza idrica, quindi, non sembra finire mai.