È protesta per salvare il verde «Difendiamo gli alberi in città»

L’asilo al posto del parco: il Comune fa ricorso e i residenti scendono in piazza con 17 associazioni Italia Nostra: «Sotto attacco piante e orti urbani sacrificati per il cemento, in ballo il futuro di Pescara»
PESCARA. Il comitato Salviamo gli alberi, composto da 17 realtà, e i cittadini di via della Fornace Bizzarri, dove il Comune vuole realizzare un asilo, si coalizzano e scendono in piazza. Il comitato ha accolto l’idea dei residenti della traversa di via Tirino per cui organizzeranno insieme una manifestazione di protesta contro il Comune, a tutela delle aree verdi (data da fissare). La decisione arriva all’indomani della sentenza del Tar che ha dato ragione a 56 residenti di via della Fornace Bizzarri e bocciato il progetto di Palazzo di città di costruire un asilo, con i fondi del Pnrr, nell’area dove oggi c’è un parco. Ma il Comune non intende gettare la spugna per cui si è già messo in moto per presentare ricorso al Consiglio di Stato. E i cittadini rispondono con la protesta.
PRONTI ALLA PROTESTA
«Accogliamo l’idea della manifestazione», dice Simona Barba, di Italia Nostra, una delle associazioni del comitato Salviamo il verde. I motivi per manifestare sono molti «dal bosco che vorremmo nell’area di risulta al verde urbano che è stato preso d’attacco: basti pensare al taglio dei pini appena avvenuto al Circolo Canottieri, agli orti urbani di via Santina Campana» da sacrificare per un asilo, «al percorso di via Pantini realizzato in un parco, e al poliambulatorio della Asl che vogliono far sorgere nel parco 8 marzo. Insomma, il verde urbano è sotto attacco» e il Comitato è su posizioni diametralmente opposte. «Sull’ambiente si gioca il futuro e se il Comune vede il verde come un vuoto da riempire, noi riteniamo che una infrastruttura verde sia come un presidio medico: non va tolto. La città è già cementificata per cui si deve convertire ciò che c’è, sfruttarlo, e va riforestato il verde, ma qui si fa il contrario». E il prossimo obiettivo, contesta Barba, «sarà corso Umberto», dove sarà sostituito il verde.
CONSIGLIO DI STATO
L’annuncio del Comune di proseguire al Consiglio di Stato la battaglia su via della Fornace Bizzarri lascia attoniti i residenti che continuano a chiedere all’amministrazione di occupare uno spazio verde (inutilizzato) a pochi metri di distanza, in via Celestino V, a fianco al Banco Alimentare e alle spalle della chiesa evangelica, peraltro già indicato nelle delibere del Comune sull’asilo. «Quell’area, una volta effettuati gli ultimi passaggi, che abbiamo seguito personalmente, è ora nella disponibilità del Comune, dal 28 febbraio, ma pare che non la voglia», dice un cittadino, Antonio Dichiarante, sottolineando che «noi cittadini non vogliamo e non abbiamo mai voluto fare guerra all’amministrazione ma intendiamo salvare il parco e fornire soluzioni alternative».
In via della Fornace Bizzarri due giorni fa si esultava, per la sentenza del Tar, «che ci dà forza, ma il ricorso al Consiglio di Stato ha smorzato la nostra gioia. I servizi vanno implementati, non tolti, e invece vogliono far sparire il parco per realizzare un asilo in un’area insufficiente ad accoglierlo, anziché puntare su un’area non attrezzata», dicono Alessandra De Nardis e Maria Grazia Di Martino. È evidente, per i cittadini, che «c’è una cattiva amministrazione degli spazi» visto che si punta alla «distruzione delle aree di aggregazione» e in tutto ciò «il Comune appare sordo di fronti ai cittadini». «Lo spostamento in un sito alternativo non mette a rischio i fondi del Pnrr», dice una battagliera Erika Pelagatti, «e l’area di via Celestino V, di cui il Comune è ora pienamente titolare, è destinata dal Prg ad istruzione, oltre ad avere le caratteristiche per accogliere l’asilo, per strade e parcheggi».
l’appello del parroco
Dal parroco, don Enrico, arriva un appello al Comune. «Ci sono metri quadri di cemento ovunque. È possibile che si debba ancora cementare? Invito il Comune a sedersi con noi attorno a un tavolo, per parlare e trovare una soluzione alternativa che peraltro è stata trovata e prospettata». Intanto a fianco ai cittadini si schiera il comitato Salviamo viale Marconi, con Fabiana Tenerelli e Lucio Marinelli. «Il Comune sta dimostrando di essere arido, non in grado di amministrare. Noi diciamo “Viva il verde”».

