È scontro sui tagli alle periferie
Cuzzi: «Chiediamo 3,6 milioni di euro al governo per i progetti già avviati»
PESCARA. L’amministrazione comunale ha dato mandato all’Avvocatura dell’ente di avviare azioni legali nei confronti della presidenza del Consiglio dei ministri, a seguito del blocco dei fondi destinati alla riqualificazione delle periferie. Lo ha rivelato ieri l’assessore Giacomo Cuzzi durante la sua audizione in commissione. «Richiederemo alla presidenza come anticipo il 20 per cento della somma che ci spettava di 18 milioni, ossia 3,6 milioni di euro», ha affermato l’assessore, «questa cifra dovrà coprire le spese per i lavori già avviati che dovevano essere finanziati con il bando delle periferie. Abbiamo speso, inoltre, oltre 200mila euro per l’elaborazione di tutti i progetti esecutivi che abbiamo presentato a Roma per ottenere il finanziamento».
In proposito, una delegazione dell’amministrazione comunale si recherà domani a Roma per partecipare ad una nuova riunione convocata nella sede dell’Anci. Saranno presenti i sindaci delle 96 città che attendevano il finanziamento complessivo, pari a 1,6 miliardi di euro. «La Camera ha bocciato gli emendamenti presentati dal Pd per ripristinare i fondi bloccati per le periferie», ha fatto presente Cuzzi, «il presidente del Consiglio Giuseppe Conte prima aveva annunciato il rinvio dei fondi al 2020, poi che i progetti avviati sarebbero stati rimborsati ai Comune, ora è tornato sulla decisione di rinviare al 2020».
Intanto, è scoppiata la lite tra Pd e Movimento 5 Stelle, dopo la decisione del segretario cittadino dem Moreno Di Pietrantonio di fare dei volantini contro il governo per il taglio dei fondi alle periferie. Ieri è arrivata la replica delle consigliere M5S Enrica Sabatini ed Erika Alessandrini. «Di Pietrantonio», hanno detto in una nota, «dovrebbe distribuire volantini per raccontare ai cittadini che la norma sulle periferie, fatta dal suo stesso partito, ha un pesante vizio di incostituzionalità, come sancito dalla sentenza della Consulta. E dovrebbe dire alla città che l’emendamento, a cui lui stesso fa riferimento nel volantino, come mai è stato votato favorevolmente anche da D’Alfonso, insieme ai senatori di tutte le forze politiche presenti a Palazzo Madama». (a.ben.)
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