È scontro sul Piano anti rumore: 138 emendamenti bloccano il voto

Zamparelli di FdI si schiera con l’opposizione, faccia a faccia tra Masci e l’assessore Cremonese Rapposelli di Forza Italia: «Prima un regolamento sulla movida». E da oggi riparte la discussione
PESCARA. È ancora scontro sul Piano di risanamento acustico per piazza Muzii, via Battisti e via De Cesaris: scambio di accuse al termine del consiglio comunale di ieri tra il sindaco Carlo Masci di Forza Italia e l’assessore al Turismo e Commercio Alfredo Cremonese (Fratelli d’Italia). Stavolta la lite è legata al voto della consigliera Zaira Zamparelli di FdI che ha detto sì, insieme all’opposizione, alla richiesta di sospensiva del Piano presentata dal M5S. Il voto sullo stop al Piano è finito con 16 contrari, 11 favorevoli (Zamparelli compresa) e due astenuti, Fabrizio Rapposelli di Forza Italia e Giampiero Lettere del gruppo misto. E oggi si torna in aula per iniziare l’esame di 138 emendamenti: 87 sono stati presentati dal Pd, 44 dal M5s e 7 dalla maggioranza di centrodestra. Si annuncia una maratona: il presidente Marcello Antonelli (Lega) ha già convocato la seduta anche per domani e venerdì ma non è detto che il dibattito sugli emendamenti sarà finito: in questo caso, il consiglio potrebbe proseguire anche la prossima settimana.
FUOCO AMICO È sempre più in salita l’approvazione del Piano anti rumore, pensato per contemperare le esigenze dei residenti del centro con quelle dei titolari dei locali della movida: Masci vuole andare avanti con questa versione del Piano aprendo a una serie di correzioni avanzate da Lega e FdI ma con l’avallo di tutta la maggioranza; le associazioni dei locali, invece, protestano e continuano a chiedere il ritiro del Piano. In mezzo c’è l’opposizione: il M5S, d’accordo con il Pd, ha chiesto di sospendere l’adozione del Piano: una richiesta che ha trovato il sì di Zamparelli e la reazione di Masci: «Così non si fa», avrebbe detto il sindaco all’indirizzo dell’assessore Cremonese. Anche in Forza Italia, però, emerge un dissenso: il consigliere Rapposelli, ex FdI in contrasto con Cremonese, ha chiesto l’adozione di un regolamento della movida prima di pensare a un Piano. Il dettaglio è che il Piano anti rumore è curato dall’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco, anche lei di Forza Italia.
«STOP AL PIANO» Stop al Piano, chiede il M5S: «La questione di partenza è la data dei rilievi fonometrici eseguiti dall’Arta che risalgono al 2017 mentre, adesso, il quadro è cambiato e quell’emergenza è ben lontana», dicono i consiglieri Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, «dovrebbe essere naturale misurare nuovamente la presunta emergenza e poi stilare il Piano mentre la volontà del sindaco è mettersi uno scudo da possibili avvisi di garanzia che potrebbero arrivare dopo le denunce dei residenti. Ma le soluzioni proposte da Masci sono inefficaci», dice il M5S, «perché è impossibile rispettare il limite dei 65 decibel all’aperto di notte quando bastano due persone che parlano per arrivare già a 40: questo Piano scarica la responsabilità del rumore sui titolari dei locali che dovrebbero mettere la museruola alle persone in strada. È un Piano che non aiuta i residenti e svuota i locali».
IL PD ATTACCA Marco Presutti del Pd, d’intesa con Carlo Costantini (Azione), ha chiesto il voto segreto sulla richiesta di sospensiva ma non è stato accordato: «Il voto segreto si può fare soltanto se riguarda persone», ha risposto Antonelli. «Ormai il centrodestra ci ha abituato a queste sceneggiate: di fronte ai provvedimenti più contestati», commenta il capogruppo Piero Giampietro, «promette correzioni ma poi non mantiene le promesse, come avvenuto per il parco 8 marzo o per via Fornace Bizzarri. La richiesta di ripetere i rilievi Arta, proposta che abbiamo sostenuto con convinzione, è stata respinta dal centrodestra: è molto grave e questo azzera la credibilità delle promesse di miglioramento del Piano, mentre rafforza la nostra richiesta di ritirarlo anche perché non dà alcuna speranza neppure ai residenti. Il voto è stato grave e non è la prima volta: l’ormai nota determina che riduce al minimo l’occupazione di suolo pubblico per gli esercizi di quella zona nasce proprio dalla prima votazione del Piano dell’agosto scorso, approvato dal centrodestra».

