È un abruzzese il mago del cerimoniale olimpico di Milano-Cortina 2026

2 Luglio 2023

Giancaterino, 45 anni, ha già curato l’Expo Dubai e finali di Champions Tre lauree, prof alla Sapienza, si è occupato anche di G7 e G20 in Italia

Dietro una fiamma olimpica che si accende c’è un abruzzese. Il suo nome è Gianfranco Giancaterino, 45 anni, nato a Chieti ma naturalizzato dall’età di tre mesi a Pescara. È lui il manager che cura il cerimoniale delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Con tre lauree, in Lingue e letteratura straniera, Tutela del patrimonio archeologico e Antropologia, tutte conseguite all'Università D’Annunzio, Giancaterino si è fatto strada nell’Olimpo degli eventi sportivi internazionali.
A soli 28 anni viene selezionato per il ruolo di project manager a fianco del capo del protocollo per i Giochi olimpici di Torino 2006. Da quel momento, una continua ascesa, sia nello sport sia nelle istituzioni. Ha collaborato, infatti, all’organizzazione del G7 del 2017 e del G20 nel 2021, oltre che dei Mondiali 2018 in Russia e degli Europei di Calcio nel 2016 e 2020, dei Mondiali di Nuoto e dell’Expo di Dubai. Suo anche il cerimoniale delle finali di Champions League, dal 2012 in poi. «La chiave del successo è nello spirito di squadra», afferma, «ai giovani dico di scommettere sul futuro, senza indugi. Di conservare sempre le radici, ma di lanciare il cuore oltre l’ostacolo». E, dell’Abruzzo, Giancaterino ha fatto una bandiera da issare sulle più alte vette dello sport mondiale.
IL LEGAME CON L’ABRUZZO. Figlio di Gino Giancaterino, uno dei carabinieri più longevi d’Abruzzo, scomparso all’età di 101 anni, Gianfranco vanta anche un’esperienza ultraventennale nel campo del collezionismo numismatico, filatelico e fumettistico. È membro dell’Associazione nazionale Amici del Fumetto e dell’illustrazione, dell’Associazione italiana Filatelia specializzata, della Società numismatica Italiana e delegato culturale della delegazione provinciale di Pescara del Fai. Affianca queste passioni a una professione che lo spinge ovunque ci sia un evento sportivo e istituzionale, per curarne cerimoniale e organizzazione della mobilità e della logistica.
«Sono diventato esperto in questo settore quasi per caso», racconta. «Frequentavo una scuola di diplomazia a Roma: a fine corso ci fu un ciclo di selezioni per le Olimpiadi di Torino e fui subito scelto».
Undici anni fa la Uefa lo ha ingaggiato come esperto di livelli di servizio. A maggio 2022 l’attesa chiamata per i Giochi olimpici del 2026 con il ruolo di Client services and level of service manager. «Sono stato chiamato di ritorno da Dubai, dove avevo operato come capo del Protocollo del Padiglione Italia all’Expo», spiega, «un’esperienza che arriva dopo una serie di collaborazioni anche con il Comune di Pescara, prima di approdare ai G7 e G20 ministeriali e ai mondiali e gli europei di Calcio».
Un’attività sul campo a cui Giancaterino ha affiancato la carriera accademica: da un decennio, infatti, insegna protocollo olimpico e sportivo all’Università La Sapienza, nella Scuola nazionale dell’Amministrazione di Palazzo Chigi e nella Società italiana per l’organizzazione internazionale.
ESPERTO DI PROTOCOLLO. Il racconto della sua vita è un flashback di immagini scattate nei luoghi più suggestivi dello sport. Alcune più significative di altre. «Il momento più emozionante è stato quello della cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo 2009 a Pescara, all’indomani del sisma dell’Aquila. Ricordo che fu inserito nel cerimoniale un segmento dedicato alla squadra di rugby aquilana. La commozione è forte ancora oggi. Un altro passaggio significativo è stata l’accensione, a febbraio 2006, a Torino, del fuoco olimpico. Era la mia prima Olimpiade e l’accensione del fuoco sacro che ricorda il sacrificio di immolazione a Zeus ha sancito l’inizio della mia carriera».
L’organizzazione di eventi internazionali è un continuo confronto con culture e mondi diversi. Amplifica i legami, sancisce nuove alleanze. «In questo universo organizzativo», evidenzia Giancaterino, «capita spesso di trovarsi di fronte al peso di responsabilità enormi. Dietro l’organizzazione di un’Olimpiade lavorano migliaia di persone, agli aspetti tecnici, sportivi, di accoglienza, sicurezza, spettacolo. È una macchina complessa e affascinante».
MILANO CORTINA 2026. Una carriera giocata su un doppio binario: da un lato quello sportivo con la partecipazione, in qualità di manager, all’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, ai Mondiali di nuoto dello stesso anno, a quasi tutte le finali Uefa, in cui ha iniziato a lavorare nel 2012 per arrivare alla scorso finale di Champions League. Dall’altro lato, l’esperienza maturata nel campo della diplomazia e come esperto di cerimoniale. «Un lavoro in cui devi ridurre al minimo ogni sbavatura», afferma, «per portare a casa il migliore dei risultati». Adesso, la grande sfida dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026.
Una macchina organizzativa imponente: oltre 2.900 atleti olimpici da 90 Paesi e 600 paralimpici. «Numeri che danno l’idea dell’organizzazione che sta dietro manifestazioni di tale portata», evidenzia. «Come in altre occasioni, mi occuperò della gestione dei trasporti di tutti gli stakeholder dell’evento: le squadre nazionali e internazionali, le Federazioni sportive, i media e i marketing partner. Un’esperienza che consente di entrare in contatto con tante realtà, ma sempre con spirito di squadra».
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