«È un’area protetta gli alberi caduti vanno lasciati lì»

24 Luglio 2018

PESCARA. Si chiama “Greenways dannunziane” il progetto del Comune che punta a tutelare e valorizzare le risorse naturali della pineta, divenuta riserva 18 anni fa.Il progetto, che sarà presentato...

PESCARA. Si chiama “Greenways dannunziane” il progetto del Comune che punta a tutelare e valorizzare le risorse naturali della pineta, divenuta riserva 18 anni fa.
Il progetto, che sarà presentato stamani alle 11.30 all’Aurum, è stato approvato il 3 maggio 2017 (ma l’esecutività rinviata a oggi per «questioni burocratiche») e appaltato alla Ipomagi di Roma per un importo di 315mila euro di fondi comunitari passati da Regione a Comune. Tempo previsto per i lavori, già avviati «al comparto 2 per proseguire al 4» e via agli altri, 120 giorni.
L’assessore alla Riserva, Paola Marchegiani, spiega i dettagli della riqualificazione che avrà l’obiettivo di avere «una riserva più fruibile e inclusiva entro l’autunno». E in relazione a quanto rilevato dal Centro, precisa: «La riserva non è un parco. Questo polmone verde ha zone interdette alla fruizione e vietate al pubblico perché le specie che ospita possono conservarsi e continuare a crescere».
Sì, ma dal giro che abbiamo fatto all’interno della Riserva, nelle zone interdette di cui parla ci sono distese di profilattici e rifiuti.
Affermo categoricamente che non esiste degrado in questa riserva. Quelle aree sono interdette a chiunque e se qualcuno entra, viola le leggi ed è multabile. I cittadini sono liberi di circolare lungo i sentieri della riserva. Se ci sono giacigli dell’amore è competenza delle forze dell’ordine vigilare. Il mio compito è far sì che la vegetazione rimanga così com’è e non si possono sfalciare specie arboree protette. Abbiamo speso 20mila euro per l’eliminazione di piante non autoctone, il resto va protetto. Gli interventi di riqualificazione e manutenzione non distruttiva, condivisi con studiosi e ambientalisti, hanno l’obiettivo di tutelare l’ecosistema ambientale. Prossimamente porteremo in consiglio comunale il piano di assetto naturalistico.
Quali sono gli interventi previsti dal progetto?
Provvederemo alla manutenzione e al ripristino delle fontanine chiuse da 5 mesi, delle conduttore idriche ammalorate e dei servizi igienici, che in vista dei lavori, abbiamo sostituito con i bagni chimici. In quelli chiusi col lucchetto deve essere ripristinato il servizio idrico. Saranno sostituite le panchine, arredi, tavoli, ponticelli e staccionate. Rifaremo i percorsi ecologici.
E i tronchi degli alberi caduti?
Gli alberi che cadono devono rimanere a terra, così come sono caduti, non si toccano a meno che un ramo non costituisca pericolo. Abbiamo all’attivo due studi su fauna e flora, sono state introdotte nuove specie di animali e la ripiantumazione del giglio bianco, “pancratium maritimum”, a cura del botanico Gianfranco Pirone. Puntiamo a una mobilità dolce con la realizzazione di piste ciclabili collegate all’esterno, all’installazione di stazioni di bike sharing e 4 mezzi elettrici saranno riservati al trasporto di visitatori con disabilità. Gli itinerari naturalistici avranno percorsi cromatici e sensoriali per le varie mobilità; un anfiteatro con pedana in legno per eventi. Infine, sono state prorogate le attività di educazione ambientale, nel centro visite, affidate alle cooperative Il Bosso e Majambiente». (c.co.)