È un errore pensare che adeguamento e miglioramento sismico siano la stessa cosa
Nell’inchiesta giornalistica che pubblichiamo incontrerete termini tecnici che vale la pena conoscere per capire meglio.Per esempio c’è da sapere che per “vulnerabilità sismica” s’intende la...
Nell’inchiesta giornalistica che pubblichiamo incontrerete termini tecnici che vale la pena conoscere per capire meglio.
Per esempio c’è da sapere che per “vulnerabilità sismica” s’intende la predisposizione di una costruzione a subire danneggiamenti e crolli. Quanto più un edificio è vulnerabile (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità di materiali, modalità di costruzione e scarsa manutenzione), tanto maggiori saranno le conseguenze sulla struttura. Affinché gli edifici abbiano una bassa vulnerabilità la normativa attuale impone il rispetto di criteri antisismici, richiedendo che le strutture manifestino una risposta duttile alla sollecitazione tellurica.
L’indice di vulnerabilità sismica è un valore numerico che viene utilizzato per riassumere gli esiti di una valutazione di vulnerabilità sismica. L’indice è positivo (cioè abbiamo a che fare con un fabbricato scolastico che soddisfa i requisiti delle Norme Tecniche) se l’indicatore è maggiore oppure uguale a 1. È invece negativo se è minore di 1. In alcune scuole abruzzesi in attesa di lavori questo indice risulta persino pari allo zero, quindi è bassissimo. Infine occorre fare una distinzione sostanziale che incide sul costo dei lavori: parlare di “adeguamento sismico” nello stesso modo di “miglioramento sismico” è errato perché sono due tipologie di intervento distinte. Con l’adeguamento sismico c’è l’obbligo di raggiungere una resistenza pari a quella di un edificio di nuova costruzione. I costi quindi sono alti. Gli interventi di miglioramento sismico invece permettono di aumentare la sicurezza strutturale esistente senza raggiungere i livelli di un adeguamento sismico. (l.c.)
Per esempio c’è da sapere che per “vulnerabilità sismica” s’intende la predisposizione di una costruzione a subire danneggiamenti e crolli. Quanto più un edificio è vulnerabile (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità di materiali, modalità di costruzione e scarsa manutenzione), tanto maggiori saranno le conseguenze sulla struttura. Affinché gli edifici abbiano una bassa vulnerabilità la normativa attuale impone il rispetto di criteri antisismici, richiedendo che le strutture manifestino una risposta duttile alla sollecitazione tellurica.
L’indice di vulnerabilità sismica è un valore numerico che viene utilizzato per riassumere gli esiti di una valutazione di vulnerabilità sismica. L’indice è positivo (cioè abbiamo a che fare con un fabbricato scolastico che soddisfa i requisiti delle Norme Tecniche) se l’indicatore è maggiore oppure uguale a 1. È invece negativo se è minore di 1. In alcune scuole abruzzesi in attesa di lavori questo indice risulta persino pari allo zero, quindi è bassissimo. Infine occorre fare una distinzione sostanziale che incide sul costo dei lavori: parlare di “adeguamento sismico” nello stesso modo di “miglioramento sismico” è errato perché sono due tipologie di intervento distinte. Con l’adeguamento sismico c’è l’obbligo di raggiungere una resistenza pari a quella di un edificio di nuova costruzione. I costi quindi sono alti. Gli interventi di miglioramento sismico invece permettono di aumentare la sicurezza strutturale esistente senza raggiungere i livelli di un adeguamento sismico. (l.c.)

