È UNA VITTORIA DI TUTTA LA CITTÀ

22 Luglio 2020

«Il progetto che ridisegnerà le aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario è una vittoria per la città e per i pescaresi. Tutti i pescaresi. Si chiude finalmente un percorso lungo e irto di...

«Il progetto che ridisegnerà le aree di risulta dell’ex tracciato ferroviario è una vittoria per la città e per i pescaresi. Tutti i pescaresi. Si chiude finalmente un percorso lungo e irto di difficoltà di ogni genere: una corsa a ostacoli che aveva però il traguardo del rilancio della città, con una nuova stagione che le darà il volto del XXI secolo. Quel traguardo l’abbiamo finalmente raggiunto. Molto è stato detto e molto è stato scritto in proposito e a sproposito, ma adesso che le passioni e le contrapposizioni, a volte anche aspre, si sono sopite, dobbiamo guardare insieme al bene comune e al futuro di Pescara che ci accingiamo a delineare nel presente.
Il voto del consiglio comunale sul destino delle aree di risulta si ricollega idealmente agli sforzi del passato per non perdere un’occasione storica aperta dallo spostamento della stazione ferroviaria e del tracciato, che portò all’eliminazione dei passaggi a livello che dividevano in due Pescara, con problemi persino inimmaginabili con il traffico odierno. Si è discusso molto sulla paternità di questa complessa operazione iniziata un trentennio fa e con un punto fermo di sblocco risalente alla giunta del sindaco Carlo Pace, al quale va riconosciuto il grande merito di aver saputo guardare avanti acquisendo le aree di risulta e ponendo le premesse di una epocale svolta urbanistica e di vivibilità. Io c’ero, in quella giunta, giovane ed entusiasta di poter dare il mio contributo. E ricordo l’impegno costante di Nino Sospiri e altresì il sogno di Lucio Candeloro il quale, con il progetto Protagora, aveva immaginato di dare respiro economico e sociale al sottotracciato ferroviario attraverso la creazione di parcheggi e di aree commerciali. Quella fu una stagione di semina, adesso è la stagione della raccolta dei frutti di cui beneficeranno tutti i pescaresi. Più volte ho sottolineato che la continuità amministrativa deve essere un riferimento per la buona amministrazione, perché non si può cambiare rotta ogni volta che si cambia equipaggio. Io ho raccolto dall’esperienza di Carlo Pace il testimone per portare avanti un’idea di città che ha al centro 13 ettari ai quali dare un’impronta identitaria. Pensare in grande significa progettare e poi realizzare, con chiarezza, lungimiranza e concretezza, superando le incertezze, sapendo riconoscere gli errori e avendo la volontà di correggerli. Se il mio predecessore Marco Alessandrini ci avesse ascoltati, non sarebbe stato perso tempo e non sarebbero state gettate al vento, inutilmente, risorse economiche per un fantascientifico mercatino etnico che rispondeva solo a una strumentale presa di posizione ideologica del tutto svincolata da istanze e aspettative della città.
Altre scelte di quel periodo ci hanno visti in opposizione, perché non potevamo condividerle: il bosco così come era concepito era improponibile per gli alti rischi di farne una zona franca e incontrollabile, l’edilizia residenziale non era nelle nostre corde così come non lo erano gli spazi commerciali nella loro impostazione tradizionale. Eravamo e siamo invece favorevoli a un parco tematico con funzioni attrattive, alla mobilità alternativa con bus, bici e monopattini elettrici, a un numero maggiore di parcheggi a servizio del centro commerciale naturale, alle costruzioni di alta qualità architettonica, all’economia della “next generation” 4.0 e 5.0.
Ma altre scelte le abbiamo raccolte e, possibilmente, migliorate, prendendo le cose buone ed eliminando gli aspetti negativi o penalizzanti. Pescara ha bisogno di energie vive, collaborative anche nelle diversità, non certamente degli specialisti del «no», dei veti preconcetti, delle critiche preconfezionate, delle barricate ideologiche e delle strategie del sospetto, come continuano a fare i 5 Stelle, i quali devono maturare una consapevolezza politica che manca per assenza di background e che oggi li allontana dai cittadini che credono invece di rappresentare. È il momento dei fatti e io ho scelto questa via, spendendomi in prima persona in un lavoro di sintesi e coordinamento tra le forze istituzionali e vive che credevano e credono nel progetto. Ho avuto come compagni di viaggio i consiglieri comunali, gli assessori e il presidente del consiglio Marcello Antonelli, di cui ho apprezzato il prezioso lavoro, e ho avuto il pieno appoggio della Regione con i presidenti Marco Marsilio e Lorenzo Sospiri, sempre disponibili anche oltre il loro ruolo, nonché il contributo della Fondazione PescarAbruzzo.
* sindaco di Pescara