È Balotelli show sull’aereo dell’Italia

Che caldo: 27º e umidità al 70%. Domani test amichevole
INVIATO A MANGARATIBA. «Siamo una nazionale umile, ma andiamo in Brasile con grandi ambizioni. Il nostro obiettivo è la finale di Coppa del Mondo». Il cielo sopra Rio, quando Demetrio Albertini propone il grido di battaglia, è un po’ come quello di Berlino, raccontato da Wim Wenders: grigio. L’aereo sta per atterrare all’aeroporto della metropoli brasiliana: sono le 7.05 del mattino brasiliano quando tocca il suolo, il vicepresidente delle Figc – capodelegazione per l’occasione – chiude così la parentesi del viaggio azzurro per l’appuntamento con la Coppa del Mondo. Un trasferimento durato circa dodici ore, visto che gli azzurri hanno lasciato la pista dell’aeroporto di Fiumicino alle 23.59 italiane a bordo di un Airbus A330 dell’Alitalia ricco di buonumore ma povero di posti in business, la prima classe, visto che nove componenti della rosa hanno dovuto occupare i sedili dell’economy class, svelando così una sorta di gerarchia in casa Italia, tra i vecchi “nobili” e i giovani rampanti. Da una parte (dietro le prime file, dunque) Cerci, Immobile, Darmian, Perin, Mirante, Insigne, Parolo, De Sciglio e Ranocchia, dall’altra l’aristocrazia azzurra, quella che – su ammissione di Albertini – deve portarci in finale.
E come ogni gran ballo di corte, anche stavolta non è mancato il giullare. Balotelli era di buon umore a oltre diecimila metri d’altezza, mentre il comandante Marco Ugolini puntava il muso del suo aereo verso il Sudamerica. L’attaccante del Milan prima interrompeva l’intervista della Rai al numero due federale chiedendo “rifornimenti” (salatini) alle hostess: «No, non mi riprendete voglio solo i salatini», intimava Mario ai cameramen. Poi però prendeva possesso del microfono di bordo per chiedere a tutti di accomodarsi al proprio posto: «Altrimenti non si mangia!». Risata.
Poi lo sbarco all’aeroporto Galeão: un arrivo in sordina, praticamente ignorato dai brasiliani e dai pochi tifosi italiani già presenti in terra brasiliana. Rio sta vivendo la sua stagione invernale, le spiagge attirano i bagnanti per poche ore al giorno, poi alle sei del pomeriggio il buio si impossessa anche del traffico di Rio. Il ritiro azzurro si trova comunque fuori dall’area metropolitana: è a circa un’ottantina di chilometri, sulla costa sud, e distante anche dal centro della sonnacchiosa Mangaratiba, dove ieri gli addetti alle strade provvedevano letteralmente alla classica “imbiancata”, per rendere almeno visibili i polverosi marciapiedi. Il Portobello Resort&Safari, sulla strada principale, viene annunciato dal solito dispiegamento di polizia che costringe le auto a rallentare: pattuglie a destra, prima del varco (con relativa sbarra), uomini a piedi sulla sinistra. Lì il pullman dell’Italia si è infilato prima delle 9 locali, un’ora e quaranta minuti dopo l’atterraggio, per prendere possesso della struttura e pernettere al Balo di collegarsi e postare un video del viaggio sui social network. Le 152 camere (308 posti letto) del complesso sono state tutte prenotate della Figc per la comitiva azzurra.
Dopo tre ore e mezza il ct Cesare Prandelli era a Casa Azzurri, al Porto Real Resort, altri 15 chilometri a sud, per la prima conferenza stampa. Poi, allenamento per smaltire le tossine del viaggio intercontinentale: come sono lontani i tempi i tempi della Coppa Rimet in Brasile, nel 1950, con gli azzurri sulla nave per una crociera interminabile di quasi un mese, che impedì sgambate degne di un Mondiale, con i palloni che volavano nell’Atlantico.
Ieri tutti in campo subito, a neppure 24 ore dalla partenza, mentre in Italia andavano in onda i tg della sera e qui la giornata era nel suo mezzo, come testimoniava il sole che, nel frattempo aveva portato la temperatura a 27° con l’umidità al 70%. Una passeggiata di salute, confronto alla grondante “cappa” che troverà a Manaus nel giorno dell’esodio, il 14 giugno, contro l’Inghilterra.
Bisognerà abituarsi gradualmente a questi sbalzi violenti del meteo in Brasile. Per questo Prandelli ha preteso un test anche prima del via ufficiale terra sudamericana, domani, alle 22.30 italiane, a Volta Redonda, contro la Fluminense, uno dei club storici di Rio.
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