L’Aquila riscrive la storia: i tifosi possono sognare

Il successo a Fossombrone ha permesso ai rossoblù di sfatare il tabù del Bonci. Denis Curatolo (foto) eguaglia il record di Van Basten e Shevchenko con 3 gol in sette minuti
L’AQUILA. Il primo dato. Alla vigilia della partita tra Fossombrone e L’Aquila, si parlava della squadra guidata dall’ex rossoblù Marco Giuliodori come di bestia nera. E in effetti, al Bonci, L’Aquila 1927 non aveva mai vinto. Un tabù sfatato con lo show personale di super Dennis Curatolo. Secondo dato. L’Aquila 1927 ha dimostrato di avere una panchina di valore, nulla da invidiare ai titolari, e lo ha fatto vedere quando, a causa di due infortuni, ha dovuto fare a meno di Bondioli e Sforza. Il primo sta bene, Sforza probabile distorsione al ginocchio, da valutare. Chi è entrato non ha fatto rimpiangere i compagni. La vittoria a Fossombrone quindi, pur restando con i piedi ben saldi a terra, ha un valore storico, perché non si era mai vinto e segnato lì.
E la storia la firma il bravo Gasperoni grazie a un’incursione del sempre pericoloso Zini, e poi Curatolo che parte dalla panchina, entra, e fa lo show. Un record il suo, tre gol in sette minuti, come i grandi. Segna tra il 35’ e il 42’ della ripresa. In serie A solo Van Basten e Shevchenko con il primato di Mazzola delle sue tre reti in due minuti nel 1947.
L’Aquila è apparsa attenta e ben organizzata anche se il passivo, a guardarlo, è troppo pesante per i padroni di casa che se la sono giocata e la gara è stata molto combattuta, assolutamente non una resa da parte del Fossombrone, come farà notare poi in sala stampa l’attaccante Claudio Sparacello. Ad ogni modo, seppur L’Aquila non sia ancora al massimo del suo potenziale (è una squadra completamente nuova che si sta conoscendo), ha dimostrato al Bonci di arrivare prima sul pallone, di vincere i contrasti lavorando pure bene nei raddoppi per arginare gli attaccanti marchigiani.
E, altro dato che fa ben sperare, i rossoblù non si sono seduti dopo il gol, hanno cercato il raddoppio prima della personale tripletta di Curatolo. Una gara di personalità e intelligenza che ha dimostrato che mister Andreucci può contare su una rosa di valore dove effettivi e panchina hanno qualità. Il mister predica calma ed è giusto. I primi sei punti sono in cassa, ma l’umiltà deve essere il faro. Il campionato è lungo e complesso. E neanche il tempo di gioire, ieri la squadra si è allenata al Gran Sasso, perché mercoledì arriva l’Atletico Ascoli. Altra sfida tosta.

