«A Giulianova per vincere: questa è la piazza ideale»

17 Dicembre 2015

Il presidente: porto con me l’esperienza maturata con il Pescara

PESCARA. Quarant’anni appena compiuti, un passato tra università, calcio e politica e adesso una nuova avventura nel mondo del pallone. Il presidente del Giulianova, Vincenzo Serraiocco, si racconta. Dai primi passi in politica, alle inchieste giudiziarie, passando per la sua esperienza nel Pescara e ora il presente in salsa giuliese.

Serraiocco, dopo l’esperienza come socio del Pescara e da presidente con il Sambuceto, perché ha scelto di ripartire dalla serie D e da Giulianova?

«In quella zona ho rapporti di lavoro ed è una piazza che ho sempre seguito con interesse quando militava nella vecchia C1. Giulianova è una piazza ideale per fare calcio. E’ passionale, è competente ed è sempre stata abituata a vedere un certo tipo di spettacolo. In questo progetto sto cercando di portare un po’ di esperienza che ho fatto con il Pescara».

Ma anche in serie D, se si vogliono fare le cose per bene, servono ingenti capitali. Perché vuole investirli a Giulianova e chi la sta aiutando?

«È una delle poche piazze che ha fame di calcio. Ho il 70% delle quote del club e l’avvocato Berardo D’Antonio il 30%. Con noi ci sono altri imprenditori, come Mirko Paolini, e altri tre che vogliono l’anonimato».

Perché ha esonerato Francesco Giorgini affidando la panchina a Michele Gelsi?

«La squadra forse non lo seguiva più ed è stata una decisione dolorosa, ma inevitabile. Questo cambiamento farà bene allo spogliatoio».

Si era parlato anche di una stretta collaborazione con il Pescara, con il presidente Sebastiani in prima linea.

«Sono molto amico di Sebastiani e sponsor della squadra. Il Pescara ci ha dato una mano con i calciatori e vorremo allargare la collaborazione».

Quanti investimenti ha dovuto fare finora e cosa vorrà fare in futuro?

«Per prendere la società abbiamo tirato fuori oltre 200mila euro per sistemare le vecchie pendenze, ma il prossimo anno bisognerà fare uno sforzo ulteriore».

Che vuol dire?

«Quest’anno dobbiamo salvarci, l’anno prossimo vogliamo provare a vincere il campionato e, quindi, anche a livello economico, bisognerà fare un sacrificio importante. Abbiamo stimato oltre mezzo milione di euro per allestire una squadra competitiva. Col direttore generale Simone Bernardini stiamo studiando il rilancio e la riapertura del settore giovanile».

Lei è un commercialista, ha lavorato anche nell’ambito accademico e poi?

«La mia famiglia ha sempre lavorato nel settore dei supermercati tra Chieti Scalo, Sambuceto e Pescara. Loro, ma mi ci metto anch’io, hanno gestito diversi ipermercati. Da ragazzo seguivo l’attività di famiglia, poi mi sono staccato. Ho fatto politica, mi sono laureato, poi ho fatto un dottorato di ricerca e sono diventato commercialista. Il mio percorso è stato diverso, ora ho uno studio che segue oltre 250 società».

Ecco, la politica. A Pescara, soprattutto, è conosciuto per i suoi trascorsi tra assessore e candidato sindaco.

«Ho iniziato a fare politica a 18 anni. Sono stato segretario organizzativo del Partito popolare, grazie a Luciano D’Alfonso che volle il mio coinvolgimento sul territorio. Eravamo un “branco” di ragazzotti alle prime armi e con me c’erano Gianluca Fusilli, ora deputato Pd, Marco Presutti, Camillo D’Alessandro, consigliere regionale Pd, e altri. Ho fatto tanti anni politica, quella vera, in strada, e ho avuto la fortuna di lavorare col senatore Giovanni Polidoro, che nel 1999 fu nominato sottosegretario alla Pubblica istruzione dal secondo governo D’Alema. Ero il suo primo collaboratore, il portaborse. Poi sono stato coordinatore nazionale dei giovani Udc e direttore politico de “La Discussione”, il giornale del partito. Potevo diventare deputato ma non fui inserito in lista perché c’erano persone più importanti di Serraiocco».

I suoi maestri in politica?

«Tanti, ma ricordo con affetto Cesa e Casini».

Poi assessore e l’ambizione di diventare sindaco, perché?

«Esperienze bellissime, specie quella da assessore».

La sua esperienza, però, non si chiuse bene. Su di lei ci fu un’inchiesta per truffa su uno strano giro di assegni e fu costretto a dimettersi.

«Ne sono uscito pulito e non ho mai commesso reati. La cosa fu archiviata per infondatezza della notizia di reato. È stata una brutta storia che mi ha fatto male, perché hanno tentato di distruggere la mia persona».

Chi è Serraiocco nella vita privata?

«Una persona normalissima. Ho compiuto 40 anni, sono sposato da 10 con Angelita, professoressa di lettere, e abbiamo due figli; Clizia di 8 e Marcella di 6 anni. Nel tempo libero mi piace giocare a tennis, ma ultimamente mi riesce difficile trovare il tempo per farlo».

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