A Pescara mai amato A Catania sei mesi chiusi con l’arresto

19 Luglio 2015

PESCARA. «Le intercettazioni telefoniche non sono prove». La scorsa settimana Maurilio Prioreschi, difensore di Daniele Delli Carri, ha risposto così al Centro quando gli è stato chiesto un commento...

PESCARA. «Le intercettazioni telefoniche non sono prove». La scorsa settimana Maurilio Prioreschi, difensore di Daniele Delli Carri, ha risposto così al Centro quando gli è stato chiesto un commento sulle intercettazioni dell’inchiesta "Treni del gol” di Catania. Di sicuro l'avvocato, a cui si affidò in passato anche Luciano Moggi, avrà il suo bel da fare per scagionare il suo assistito. Comunque vada, l'arresto di Delli Carri ha lasciato tanta amarezza tra coloro che lo conoscono o hanno avuto rapporti di lavoro con lui. Primo fra tutti Daniele Sebastiani. «All'inizio», ha detto giorni fa il presidente del Pescara, «ero incredulo, ma ascoltando le registrazioni ho provato rabbia, perché queste cose gettano fango su un mondo che non ha bisogno di altri scandali». Delli Carri, 44enne foggiano, ex difensore centrale, nel 1990 viene acquistato dal Torino che lo preleva dal Bisceglie. Nelle stagioni successive gioca con Lucchese, Genoa e Piacenza, prima di tornare in maglia granata. Ad aprile del 2002 finisce nella bufera per un labiale sospetto che porta all'apertura di un'inchiesta. Durante il match Torino-Bologna, un suo ex compagno di squadra, Fabio Galante, si lascia sfuggire questa frase: "Fagli fare gol". Ma le telecamere di Telepiù riescono a catturare solo l'ultima parte. La vicenda lascia qualche perplessità agli addetti ai lavori, soprattutto perché 18 secondi dopo le parole di Galante, un errore dello stesso Delli Carri favorisce il gol del pareggio del bolognese Cruz.

Passa qualche giorno e l'Ufficio indagini decide di ascoltare entrambi, ma poi il procuratore dispone l'archiviazione del caso. Delli Carri si giustifica così. «Non ricordo le parole di Galante, probabilmente non l'ho proprio sentito. In ogni caso, di sicuro non mi ha detto di far segnare i nostri avversari, non scherziamo. Per quanto sta accadendo, sono frastornato ma non preoccupato». Nel 2005, dopo le parentesi con Siena e Fiorentina, arriva a Pescara che diventa la sua città. Nel 2007, anno della retrocessione, si consuma lo strappo con la tifoseria che lo accusa di non impegnarsi abbastanza insieme ad altri veterani: Gautieri, Gonnella, Ferrante, Moscardi e via discorrendo. Il Delfino, partito con grandi ambizioni, precipita in serie C1 al termine di un girone di ritorno disastroso (ben 15 sconfitte). Una macchia che Delli Carri non è riuscito ad eliminare quando è tornato in biancazzurro per ricoprire il ruolo di direttore sportivo. La promozione in A e le cessioni redditizie di Verratti e Quintero non sono bastate per farsi apprezzare, piuttosto i tifosi gli rimproverano ancora gli sciagurati acquisti di Vukusic, Sculli, Bianchi Arce e Caraglio. Le intercettazioni dipingono un quadro inquietante. Non resta che attendere il corso della giustizia. Per il momento Daniele Delli Carri è agli arresti domiciliari nell’abitazione di Francavilla.

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