A Pescara stasera in 15mila per Cosenza-Siena

16 Giugno 2018

Si assegna l’ultima promozione in serie B. Sugli spalti maggioranza di tifosi calabresi

PESCARA. E’ la notte dell’ultimo verdetto in serie C e la città di Pescara sarà invasa dai tifosi del Cosenza e del Siena che sono arrivati per vedere la finale play off della serie C che metterà in palio l’ultima promozione in serie B.
Appuntamento alle ore 20,45 (diretta tv su Raisport) all’Adriatico-Cornacchia per Cosenza-Siena. In caso di parità al 90’ saranno disputati i supplementari e poi, eventualmente, calciati i rigori. Il Cosenza è allenato da Piero Braglia che ha guidato il Chieti all’inizio degli anni Duemila, mentre il tecnico del Siena è Michele Mignani che ha vestito anche la maglia del Castel di Sangro. I silani arrivano all’appuntamento sull’onda dell’entusiasmo, i toscani invece in formazione rimaneggiata per via di cinque calciatori squalificati dopo la sfida di domenica a Catania.
C’è apprensione per l’ordine pubblico. Circa 11mila i biglietti venduti fino a ieri sera, probabilmente si arriverà a sfiorare i 15mila presenti questa sera.
La curva nord e la tribuna Maiella lato nord sono stati riservati ai tifosi del Siena ai quali sono andati circa 6.700 biglietti, mentre la curva sud è stata assegnata ai tifosi del Cosenza che potranno occupare anche il settore distinti e la tribuna Maiella Sud per un totale di 10.600 biglietti a disposizione. Il pubblico di fede silana si muoverà con autobus, macchine e con un treno (500 posti) messo a disposizione dalla Regione Calabria che conterrà la frangia più calda della tifoseria. Gli sportivi locali, invece, potranno assistere alla partita dalla tribuna Maiella centrale (costo del biglietto 30 euro, ridotto 21) e dalla tribuna Adriatica laterale nord (costo del biglietto 14 euro, 10 ridotto).
La rivoluzione culturale di Gravina. Cosenza-Siena sarà l’atto finale di una quattro giorni di partite, convegni, mostra sui 120 anni della Figc e iniziative collaterali predisposte dalla Lega Pro presieduta da Gabriele Gravina. Che ieri ha detto la sua sulla crisi del calcio italiano. «La nostra è una Lega che coniuga il suo radicamento nel territorio e vuole tutelare il ricordo del passato, ma che vuole mettere le ali e volare più alto in un percorso di innovazione costante, e soprattutto un processo che rappresenti l'anticamera di quella rivoluzione culturale che noi auspichiamo», ha detto nel corso del convegno dal titolo: «Lega Pro verso un nuovo umanesimo del calcio. Innovazione per la cura e il ruolo del calciatore, in campo e non». «La situazione di oggi è fisiologica», ha aggiunto Gravina. «La crisi non è bloccata al primo livello del calcio professionistico, quindi riguarda la C, ma anche la B e la serie A . Per questo noi parliamo di riforma, di rivoluzione culturale. Questa crisi non si affronta con l'idea della ricerca dell'ampliamento assoluto delle risorse ma si può centrare solo con una logica di sistema, collaborando, cooperando e aggregarsi tutti insieme prendendo coscienza che questo è un momento critico e che da questa crisi si può uscire solo se lavoriamo insieme». (r.c.)
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