«A settembre volevo lasciare Con Sebastiani idee diverse»

17 Dicembre 2017

Lo sfogo di Zeman: «Ero arrivato con altri progetti, questo gruppo non è affamato»

PESCARA. La resa dei conti. «Il primo settembre volevo dimettermi», Zdenek Zeman spiazza tutti qualche ora prima di Pescara-Novara. L’allenatore dei biancazzurri è un fiume in piena alla vigilia e pungola squadra, ambiente e il presidente Sebastiani, alimentando pressioni e tensioni che accompagnano il Delfino da diverso tempo. Frattura mai sanate, pressioni e, forse, vecchi rancori, hanno spinto l’allenatore di Praga a “vuotare il sacco”.
Zdenek Zeman è all’ultima chiamata e oggi pomeriggio (17,30), se il Pescara non dovesse battere il Novara, il boemo rischierebbe di terminare la sua avventura in riva all’Adriatico. La vigilia è tutt’altro che serena, visto che le sue bordate fanno molto scalpore. Dopo il ko di Cesena, Zeman aveva pensato alle dimissioni e pare che le avesse comunicate anche alla società.
Lui, però, in conferenza stampa, gela tutti. «Io non ho dato le dimissioni dopo Cesena, le ho date solo il 1 settembre ma poi la società mi ha convinto a restare». La rivelazione di Zeman nella sala stampa del Poggio degli Ulivi. Le motivazioni della clamorosa scelta le spiega senza troppi fronzoli. «Ero arrivato qui a marzo con altri progetti, avevo 42 giocatori ed era difficile se non impossibile lavorarci. Avevo fatto una lista dei giocatori che dovevano restare e andare via ma non si è fatto nulla», continua il boemo riferendosi alle tante problematiche che hanno accompagnato il ritiro estivo.
«Con la società poi abbiamo poi chiarito la situazione e ho pensato solo a lavorare. A gennaio chiederò di sfoltire la rosa e qualche innesto». Tra Zeman e la squadra non è mai scoccata la scintilla, è inutile negarlo. «A questo gruppo manca la fame di vittorie e la voglia di migliorarsi. Vorrebbero più un allenatore amico, mentre io sono qui per farli lavorare».
Il boemo ne ha per tutti e non si tira indietro quando viene tirato in ballo il suo rapporto con il presidente Sebastiani. «Con Sebastiani sto benissimo a cena, ma abbiamo punti di vista ed esigenze diverse sul calcio. La vediamo in maniera completamente diversa». Una stoccata che di certo non avrà fatto fare salti di gioia al massimo dirigente del club biancazzurro, che lo ha difeso senza mezzi termini negli ultimi tempi.
Il boemo, dunque, è un passo dall’esonero e solo una vittoria con il Novara potrebbe salvarlo.
L’eventuale licenziamento, però, non lo spaventa. «Esonero? Le scelte le fa la società. Io sto facendo quello che posso. Ci sono partite che abbiamo gettato all’aria e con quei punti ora saremo primi. Questa è stata una settimana come le altre, non c’è nulla di diverso. Tutte le vigilie sono delicate. Per quanto riguarda la squadra, Proietti torna a disposizione mentre non ci saranno gli infortunati cronici e Valzania che è squalificato. Il Novara? È una squadra tipica di serie B. Hanno grande solidità dietro, ma dobbiamo essere noi a fare la partita. A noi manca solo la concentrazione, perché andiamo tanto in avanti ma concretizziamo pochissimo». Ganz ancora fuori, come mai? «Bisogna prendere per buono quello che dice il ragazzo. Dice che ha dolore al piede. Dagli esami non si evince nulla».
Campagnaro ancora fuori «Non è mai stato con la squadra. Ha giocato con la Samp perché mi ha detto che stava bene, poi, però, si è fermato. Non è colpa mia».
Elizalde al debutto contro il Novara? «È un ragazzo molto giovane e se sbaglia c’è il rischio che si bruci e non mi va di farlo perchè un giocatore che ha molto talento».
Zeman le scelte le farà prima della gara, ma lo spogliatoio è dalla sua parte, almeno così sembra. «Ho letto delle interviste. A parole è facile...» . Il boemo con la conferenza stampa di ieri ha pungolato squadra, singoli giocatori e società. Oggi toccherà al campo dare il verdetto. Solo una vittoria potrà far tornare il sereno.
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