A Teramo dalla D alla B ora aspetta in silenzio l’ora della verità

ROSETO. Furbo e scaltro in mezzo al campo, un centravanti d'area di rigore alla Paolo Rossi. Letale nei campionati dilettantistici nei quali ha speso la carriera da calciatore. Piccoletto di statura,...
ROSETO. Furbo e scaltro in mezzo al campo, un centravanti d'area di rigore alla Paolo Rossi. Letale nei campionati dilettantistici nei quali ha speso la carriera da calciatore. Piccoletto di statura, Marcello Di Giuseppe, ma arguto ed intelligente, sia in campo che dietro la scrivania. Uno di quelli che lo vedi in tutti gli stadi per seguire questo o quel giocatore. Sempre lontano dalle chiacchiere, sempre a distanza del cosiddetto calcio marcio. Che, però, sembra aver infettato anche il direttore sportivo emerso da Roseo, la città del basket. Nelle intercettazioni, infatti, è lui che, secondo gli inquirenti di Catanzaro, chiede ad Ercole Di Nicola di intervenire per favorire la vittoria del Teramo, a Savona, nella partita promozione. E’ lui che pressa l’amico di Morro d’Oro per sfruttare le sue conoscenze. Nella settimana che precede la gara c'è un giro di telefonate insolito tra i due. Anche dopo. E il tenore delle parole, sempre secondo la Procura di Catanzaro, è allusivo alla combine.
I due si conoscono a memoria, abitano a poche decine di chilometri l'uno dell'altro. E, soprattutto, si sono affrontati e conosciuti sui campi dei dilettanti. Marcello Di Giuseppe ha speso la carriera dietro la scrivania, partendo dai dilettanti: tra Città Sant'Angelo, alla corte del patron De Cecco, e Sant'Egidio alla Vibrata. Poi, il salto a Teramo con i biancorossi in serie D. E' l'inizio della cavalcata che ha portato il Diavolo in B. Sono cambiati gli allenatori, ma la costante è stato proprio Marcello Di Giuseppe. Oltre a Campitelli, ovviamente. C'è un legame forte tra i due.
Il presidente è brillante ed effervescente, Di Giuseppe lo asseconda: lavora dietro le quinte, lasciando la passerella al patron che diventa l'idolo dei tifosi. Non a caso dopo la promozione in B arriva anche il prolungamento del contratto (fino al 2017), annunciato sul sito della società l'8 giugno, due giorni prima che da Catanzaro arrivassero gli avvisi di garanzia. La coppia si scoppia? No, assolutamente. Di Giuseppe dietro le quinte, senza muovere bocca e Campitelli a urlare tutta la sua innocenza. Sul piano processuale, però, le strade devono per forza dividersi. Ci sono degli indizi, e qualcuno deve accollarseli davanti alla giustizia sportiva. Sarà Di Giuseppe? Probabile. Ma non per questo Campitelli lo butterà a mare. A quanto è dato sapere è lo stesso Di Giuseppe che continua a fare il mercato per il Teramo. Non a caso la settimana scorsa, prima della conferenza stampa-show del presidente al Bonolis, alla riunione per stabilire la strategia da tenere da Palazzi e con i media c'era anche Marcello Di Giuseppe. In disparte, ma sempre presente sulla scena. In attesa che dica la sua, perché finora hanno parlato gli altri. Di Giuseppe deve raccontare la sua verità che potrebbe risultare decisiva per il futuro del Teramo che ha contribuito a portare in serie B.(r.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

