A Tokyo non più di 10mila spettatori

Il governo giapponese ha deciso: negli impianti capienza dimezzata
TOKYO . Sarà una Olimpiade a metà per quanto riguarda gli spettatori che non potranno superare il limite di 10.000 presenze ad impianto. Per colpa del Covid i Giochi di Tokyo, che già hanno dovuto subire lo slittamento di un anno, non potranno avere più del 50% della capienza massima di stadi e palazzetti dello sport. Una misura, quella annunciata ieri dalle autorità giapponesi per diminuire al massimo i rischi di contagio, presa al termine di una riunione in cui era presente il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, e la ministra per lo Sport, Tamayo Marukawa. Nessun cambiamento è stato invece previsto per quanto riguarda il calendario delle gare delle Olimpiadi che scatteranno dal 23 luglio per chiudersi l'8 agosto in un Paese, quello giapponese, dove la situazione resta sotto stretto monitoraggio: nel caso in cui subentrassero stati d'emergenza o altre misure a causa del virus, dopo il prossimo 12 luglio, potranno esserci nuove restrizioni sul numero di spettatori, comprese le porte chiuse. Il comitato giapponese ha fissato delle linee guida per gli spettatori volte a garantire ambienti sicuri: per questo le mascherine devono essere sempre indossate, sarà vietato parlare ad alta voce e gli spettatori lasceranno le sedi delle gare scaglionati. In base all'evolversi della pandemia, le autorità giapponesi potranno sempre decidere la chiusura o la riduzione della presenza del pubblico per evitare l'eccessivo movimento di persone, stabilendo misure alternative anche per tifare. «La situazione», conclude il Cio, «sarà monitorata in Giappone e all'estero, compreso lo stato delle diverse varianti del Coronavirus». E sempre sul fronte Covid e Olimpiadi estive da registrare la protesta dell'India contro le misure anti-virus giapponesi ritenute «ingiuste» nei confronti dei suoi atleti. Al fine di ridurre al minimo il rischio di contaminazione, gli organizzatori dei Giochi di Tokyo 2020 hanno annunciato misure aggiuntive rivolte agli atleti di paesi, tra cui l'India, che hanno subito un «impatto significativo delle varianti» del coronavirus. I protocolli prevedono lo screening giornaliero degli atleti per tutta la settimana precedente la loro partenza per il Giappone con l'obbligo per gli stessi di «astenersi dal venire a contatto con altre squadre durante i primi tre giorni del loro arrivo» nell'arcipelago.
Ai prossimi Giochi, inoltre, ci sarà la prima atleta transgender a partecipare alle Olimpiadi. Si tratta di Laurel Hubbard, 43enne neozelandese, che in precedenza aveva gareggiato in competizioni di sollevamento pesi maschile prima della transizione avvenuta nel 2013, farà parte della squadra femminile, inserita nella categoria 87kg. Tutto ciò è stato possibile grazie alle modifiche al regolamento apportate nel 2015 dal Comitato Olimpico Internazionale, che hanno stabilito che qualsiasi atleta transgender può partecipare come donna, a condizione che i livelli di testosterone siano inferiori alla soglia richiesta, per almeno 12 mesi prima delle gare.

