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Il commentone della 4a giornata di Serie A

14 Settembre 2026

Finisce pari tra Lazio e Milan, con rimonta del Diavolo da 0-2 a 2-2. Le altre sfide sono piene di gol, con la Fiorentina che ottiene il primo successo, il Lecce che batte il Monza e la Juve che perde al 94', con rete dell'ex di Adzic. Infine, gran colpo fuori casa del Cagliari a Bergamo 

Venezia vs Fiorentina

La quarta giornata si apre al Penzo, dove si affrontano Venezia e Fiorentina. Avvio aggressivo della squadra di Vanoli, che torna alla viola dopo solo 3 mesi e affronta il suo passato, avendo collezionato ben 70 panchine con i lagunari, culminate con la promozione in Serie A. Ad andare in vantaggio sono però i padroni di casa, il cui atteggiamento spregiudicato di queste prime uscite viene premiato: errore in disimpegno dei gigliati, con Busio che recupera palla e serve Adams, bravissimo a concludere di prima intenzione e a firmare il suo primo, splendido gol in Serie A. La reazione dei toscani non si fa attendere, i quali vogliono lasciarsi alle spalle un inizio disastroso con Grosso: Mastantuono punta Sagrado, si accentra e fa partire un sinistro improvviso sul primo palo, che sorprende Stankovic per il pareggio. Serviva una scintilla a De Gea e compagni, che si sbloccano dal punto di vista mentale. E dopo neanche 100 secondi arriva la rete che concretizza la rimonta: pasticcio di Haps a centrocampo e galoppata di Beto, che poi favorisce ancora Mastantuono: il fantasista argentino si coordina e calcia di precisione, con la sfera che dà un bacio al palo e termina in porta. Nella ripresa passa poco dall’inizio del secondo tempo e la viola trova il tris: lancio lungo di Fagioli per Mateo Pellegrino, che brucia in velocità Moreno e trafigge Stankovic, siglando la seconda rete consecutiva. Dopo una gara giocata sostanzialmente alla pari, gli arancioneroverdi accusano il colpo e subiscono addirittura il poker, con un pizzico di sfortuna: un’azione confusa di Mastantuono viene chiusa da un rimpallo fortunato, con il numero 30 che mette così a segno il terzo gol. È una tripletta storica, con la quale l’ex River Plate batte 3 record: a 19 anni e 28 giorni, Mastantuono diventa lo straniero più giovane a realizzare una tripletta in Serie A, il più giovane calciatore della Fiorentina a segnare una tripletta nella massima serie e l’argentino più giovane a segnare tre gol in una singola partita nei cinque principali campionati europei, battendo il precedente primato di Messi. Nel finale, i veneti cercano di rendere più interessanti gli ultimi minuti grazie ad Hainaut, che fissa il punteggio sul definitivo 2-4. Vittoria fondamentale per la Fiorentina, che conquista i primi tre punti della stagione, mentre per il Venezia arriva la quarta sconfitta consecutiva, che evidenzia la necessità di dover cambiare passo al più presto.

Genoa vs Frosinone

Il sabato inizia con la sfida tra Genoa e Frosinone. Pronti, via e le emozioni non tardano ad arrivare: dopo appena 7 minuti il Genoa trova subito la rete con Baldanzi, ma il direttore di gara annulla tutto per una precedente posizione di fuorigioco di Osmajic. Sono allora i ciociari a sbloccare il parziale, al 14’: Schmid allarga per Kvernadze, che salta Marcandalli con il controllo orientato e poi la incastra a fil di palo, siglando una rete meravigliosa. Secondo gol in campionato per il georgiano, che ha approcciato nel migliore dei modi alla Serie A. I rossoblù cercano di lasciarsi tutto alle spalle e costruiscono buone opportunità: Palmisani è provvidenziale su un tiro di Baldanzi, mentre al 42’ arriva la chance migliore per pareggiare: l’ex trequartista della Roma calcia dal limite, con la sua conclusione che viene deviata da Cittadini con il polso. L’arbitro Rapuano non ravvisa irregolarità ma, dopo un attento check al monitor, cambia decisione e assegna il penalty. Dopo 32 partite, in un colpo solo arrivano sia la prima revisione var sia il primo calcio di rigore, con Colombo che si presenta sul dischetto: l’esecuzione del classe 2002 lascia però a desiderare, con la conclusione di interno piede che termina sul fondo. Tuttavia, nella ripresa arriva immediatamente il gol del meritato pareggio: bel corner di Sow e gran tiro di Vasquez, che impatta il pallone di controbalzo con il destro e fulmina l’incolpevole Palmisani. Momento già delicato di stagione per il Grifone, che vengono trascinati dal proprio capitano. Sulle ali dell’entusiasmo i liguri cercano anche il gol del sorpasso ma senza riuscirci: gran riflesso di Palmisani all’81’ su Vitinha, che gli strozza in gola l’urlo di gioia. Nel finale, infine, Vasquez riceve il secondo cartellino giallo per aver fermato Fini in ripartenza. Primo punto in classifica per la formazione di De Rossi, mentre i giallazzurri confermano di essere un'ottima squadra capace di lottare con grande identità anche su un campo difficile come il Ferraris.

Lazio vs Milan

Alle 18 va in scena il match più interessante di giornata, che vede affrontarsi Lazio e Milan. Anche stavolta la cornice di pubblico non è delle migliori per via dello sciopero dei tifosi biancocelesti, sebbene l’Olimpico sia presenziato in buon numero da supporter del Diavolo. Si affrontano due squadre in salute, con gli uomini dell’ex Gattuso a punteggio pieno, mentre i rossoneri di Amorim cercano i tre punti dopo una prova non pienamente convincente contro la Juventus. Partenza convincente dell’Aquila, che prende subito il controllo del campo grazie a una grande spinta sulle fasce e a una manovra fluida, con perno centrale la sorpresa Belahyane. Dopo aver sfiorato il vantaggio in un paio di circostanze con Zaccagni e Cancellieri, ai quali si è opposto il solito Maignan, i padroni di casa sbloccano il match al minuto 10: incursione centrale di Nuno Tavares, che poi serve lateralmente Zaccagni; il capitano biancoceleste dà uno sguardo al centro e poi decide di mettere un cross forte e teso sul secondo palo, dove Matteo Cancellieri sbuca con i tempi giusti alle spalle di Estupinan, firmando il vantaggio e il suo terzo gol in carriera contro i rossoneri. Errore di disattenzione da matita blu per l’ecuadoregno, ancora una volta protagonista in negativo. I capitolini giocano veramente bene, continuando a martellare e a creare occasioni da gol: una splendida azione porta Zaccagni alla conclusione, ma Magic Mike si oppone con un intervento miracoloso. Poco prima dell’intervallo, però, arriva il meritato raddoppio: altra scorribanda sulla corsia mancina che porta Taylor al traversone rasoterra, con Noslin bravissimo ad anticipare tutti ma sfortunato a colpire la traversa: il pallone resta però in area e il più lesto di tutti è proprio l’ex Verona, insaccando da pochi passi il tap-in vincente. Diavolo non pervenuto nei primi 45 minuti, in grande difficoltà e incapace di arginare la velocità della manovra laziale. Serve una scossa e, all'intervallo, Amorim opta per un triplo cambio: Pulisic, Musah e Moreira rimpiazzano Loftus-Cheek, Modric ed Estupinan. I meneghini alzano, dunque, il baricentro e cominciano a spingere con insistenza, accorciando le distanze al 65’: cross profondo di Pulisic sul secondo palo per Moreira, che arriva puntuale e, al volo, trafigge Mandas. Primo gol in Serie A per l’ex Strasburgo, che dopo solo 2 minuti riporta la sfida in totale equilibrio: Rabiot aggancia un altro pallone messo in mezzo e appoggia per Moreira, che spedisce la sfera in buca d’angolo con un diagonale perfetto. Due minuti di pura follia all’Olimpico, con i meneghini che rimontano due gol di svantaggio e conquistano un ottimo risultato per come si era messa la partita. Finisce così per 2-2, con un punteggio che rispecchia perfettamente l'equilibrio di una sfida divisa a metà: primo tempo solo a tinte biancocelesti, mentre nella ripresa viene premiata la reazione di carattere e qualità del Diavolo, trascinato dall'impatto devastante del neoacquisto Diego Moreira.

Atalanta vs Cagliari

In serata si sfidano Atalanta e Cagliari. Avvio promettente dei sardi, che cercano subito di sorprendere la retroguardia nerazzurra: Romano ci prova da fuori con un ottimo sinistro, ma Carnesecchi si fa trovare pronto e devia in angolo. È però il preludio al vantaggio rossoblù, che si materializza al 19’: Adopo riceve in profondità e cerca subito Mendy a centro area, che attacca con cattiveria lo spazio e di prima intenzione trafigge Carnesecchi, siglando la terza rete della sua carriera alla Dea, sua vittima preferita. Gli isolani cercano di sfruttare il momento di blackout dei padroni di casa e tentano di raddoppiare i conti, ma Carnesecchi nega a Maldini il gol da fuori con una bella parata in estensione. Nel finale di primo tempo, tuttavia, si apre una breccia nella difesa cagliaritana e i lombardi ne approfittano per ripristinare la parità: De Ketelaere guida la ripartenza a testa bassa, aspetta il movimento giusto e, grazie a un rimpallo favorevole, riesce a trovare Scamacca, il cui destro sporcato inganna Caprile. La ripresa si gioca sui binari dell'equilibrio e della tensione. Serve un episodio per cambiare le sorti della gara e arriva, al 60’: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Deiola fa la torre ma la sfera non fa molta strada, a causa della deviazione con il braccio da parte di Kolasinac. Il direttore di gara Arena inizialmente non fischia niente ma poi, forse su suggerimento del guardalinee, assegna il calcio di rigore per il Casteddu. Dagli 11 metri si presenta l’ex Maldini, che con grande freddezza spiazza Carnesecchi e insacca la rete del 2-1. La Dea abbozza a una reazione ma senza veramente creare grattacapi a Deiola e compagni, che riescono a ottenere una vittoria preziosa e anche giusta per l’andamento della gara. Infine, un plauso a Pisacane: il tecnico nato a Napoli ha raccolto 3 successi nelle prime 4 giornate, realizzando la migliore partenza nella storia del Cagliari dall’epoca dei tre punti.

Lecce vs Monza

È uno scontro salvezza ad aprire la domenica, con il Lecce che ospita il Monza. Pronti, via e i giallorossi vanno subito in vantaggio, al 3’: corner di Ilic e stacco imperioso di Coulibaly, che torna a segnare a distanza di 197 giorni dall’ultima volta. Al 10’ arriva anche il raddoppio: altro calcio d’angolo di Ilic e incornata stavolta di Tiago Gabriel, che punisce la retroguardia brianzola. Uno-due devastante degli uomini di Eusebio Di Francesco, che il Monza fatica a digerire. I biancorossi provano, però, a scuotersi e creano pericoli verso la porta di Falcone: azione prolungata che vede in rapida successione i tentativi di Robinson, Varela e Colpani, con Falcone che respinge i primi due tiri e Gallo che lo aiuta ad opporsi sulla conclusione finale. Ma i brianzoli insistono e trovano il gol che riapre i conti: al 20’ Birindelli ha spazio sulla fascia destra, controlla e mette un invitante pallone dentro per l'inserimento di Ricardo Mangas, autore del tap-in che vale il 2-1 e rimette in corsa i suoi. Passano appena 99 secondi e i salentini si riportano a due lunghezze di vantaggio: Danilo Veiga fa sua una seconda palla e crossa a centro area, con Coulibaly che ci arriva di punta e firma la prima doppietta in carriera. Nel secondo tempo cala l’intensità delle due squadre, in parte a causa del caldo in parte a causa, comunque, del fatto che è la prima parte di stagione. Sono pochissime le emozioni, prima di un finale dai possibili colpi di scena: i brianzoli tornano in partita grazie al primo gol “italiano” di Exequiel Zeballos, favorito dalla papera di Falcone, ma nel recupero non ci sono occasioni per il clamoroso pareggio. Termina dunque 3-2 a favore del Lecce, che ottiene la seconda vittoria in quattro partite; ancora poco lucido il Monza di Juric, spesso punito per disattenzioni che costano carissimo.

Napoli vs Bologna

Allo stadio Diego Armando Maradona va in scena una sfida cruciale per il Napoli di Massimiliano Allegri, chiamato alla prova del nove dopo un avvio complicato e alla ricerca della prima vittoria interna della stagione per scacciare i fantasmi; dall’altra parte c’è un Bologna in piena ricostruzione e con assenze pesanti, su tutti quella di Orsolini. Partenza a razzo dei felsinei, che sfiorano il colpaccio a freddo: schema su punizione quasi perfetto al 7’, con Theate che arriva puntuale e insacca, ma la rete viene annullata dopo silent check per un fuorigioco proprio del belga. Scampato il pericolo, il Napoli prende coraggio e inizia a premere alla ricerca del vantaggio. I partenopei costruiscono diverse occasioni pericolose: prima Spinazzola apre uno spazio invitante per De Bruyne, che manca il bersaglio di un po’, poi Hojlund anticipa Pessina su un traversone di Politano, sfiorando il palo. Nella ripresa sono i cambi coraggiosi di Allegri a cambiare il copione: in particolare, Favasuli sostituisce Politano, con l’ex Catanzaro che esordisce in Serie A. Proprio da una sua splendida invenzione nasce la svolta del match al minuto 66: Favasuli trova un corridoio perfetto e mette un pallone delizioso in mezzo all'area per Lobotka, che con un movimento da attaccante puro infila Pessina da pochi passi. Dopo 3 sconfitte consecutive tra campionato e Champions League, gli azzurri conquistano di "corto muso" la prima vittoria interna della gestione Allegri, sperando di cambiare marcia da qui a fine stagione.

Sassuolo vs Juventus

L’ultima sfida del weekend è tra Sassuolo e Juventus, che non ha convinto granché in questo avvio di stagione. Super partenza degli uomini di Spalletti, che dopo neanche due giri d’orologio hanno una grande occasione: Nico Gonzalez se la sposta sul destro al limite dell’area e ci prova con il piede debole, che scheggia la traversa e termina sul fondo. Sembra ci siano tutti i presupposti per divertirsi, ma il primo tempo è povero di emozioni, con la gara che diventa subito molto fisica e giocata prevalentemente a centrocampo e con il ritmo continuamente spezzato da errori tecnici. Nella ripresa cambia però il canovaccio tattico del match, soprattutto a causa della rete quasi immediata nella seconda frazione di gioco: grande triangolazione tra Thorstvedt e Matic, con il serbo che imbuca per Esposito: ottimo movimento dell’ex Cagliari, che, tenuto in gioco da Kalulu, con un preciso diagonale buca Vicario. La Vecchia Signora fatica a reagire, ma all’82’ sfrutta un errore di Muric e pareggia i conti: uscita a vuoto del portiere kosovaro, con Zhegrova che salta un avversario e poi la piazza sul secondo palo, siglando il primo gol con la maglia bianconera. Rete fondamentale, che ci offre un finale infuocato di partita: all’89’ Bakola anticipa secco Bremer e appoggia per Bowie, che con il piattone riporta i neroverdi avanti. Sembra il colpo del ko per i piemontesi, ma dopo neanche due minuti la sfida torna in equilibrio: uno-due tra Kolo Muani e Zhegrova, con l’ex Lille che fa partire un missile beffardo sul primo palo, sul quale Muric è ancora una volta non impeccabile. Ormai l’incontro sembra volgere al termine, ma la formazione di Spalletti si getta all’attacco alla ricerca dei tre punti: il problema è che in alcune situazioni bisogna anche accontentarsi, cercare di non perdere quando non si riesce a vincere il match. La Juve è sbilanciatissima negli ultimi secondi e un contropiede risulta fatale: Laurienté riceve sulla fascia destra all’altezza del centrocampo e guida il 3 vs 2, allargando il gioco dall’altra parte per Adzic: il montenegrino, in prestito al Sassuolo proprio dal club bianconero, apre l’interno e punisce i suoi ex compagni, non esultando. Ironia della sorte, il 13 settembre è una data clou per il classe 2006: lo scorso anno siglò il primo, decisivo gol con la Juventus nel derby d’Italia, mentre ora, a un anno di distanza, li condanna a -3 dalla vetta, con Roma e Inter che possono aumentare il margine. Sconfitta pesantissima per Bremer e compagni, mentre va elogiato l’atteggiamento della formazione guidata da Alberto Aquilani, che nonostante le due reti subite nel finale è riuscito a non far disunire i suoi e a ottenere un successo meritato.

A chiudere la quarta giornata le sfide Como-Parma, Torino-Roma e Inter-Udinese, con le tre squadre più in forma del campionato che si contendono la vetta della classifica.

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