A Vasto il derby finisce con un pari scialbo

VASTO. In attesa di poter rivedere i colori biancorossi nel calcio che conta ieri sera, nel posticipo dell’ottava giornata, quei pochi tifosi che hanno ancora a cuore le sorti del calcio vastese,...
VASTO. In attesa di poter rivedere i colori biancorossi nel calcio che conta ieri sera, nel posticipo dell’ottava giornata, quei pochi tifosi che hanno ancora a cuore le sorti del calcio vastese, hanno assistito per il secondo anno consecutivo a un derby che, in definitiva, oltre a terminare con un inutile zero a zero, ha detto sostanzialmente due cose: la prima è che il Vasto Marina soffrirà, ma alla fine riuscirà a centrare l’obiettivo salvezza. La seconda è che la Vastese, per poter cullare ambizioni di vertice, ha necessità di cambiare marcia, da subito.
Il problema, però, è un altro. E più profondo: se per una città di 40 mila abitanti il massimo che esprime il calcio è un derby in Eccellenza, sarebbe opportuno interrogarsi sui motivi di tanto decadimento. Come sarebbe opportuno chiedersi perché il Lanciano gioca e fa bene in serie B e a Vasto, nello stretto raggio di soli dieci chilometri, ci sono quattro squadre in Eccellenza, Vastese, Vasto Marina, Cupello e San Salvo. Tante risorse sprecate che invece potrebbero e dovrebbero essere utilizzate in maniera più costruttiva, senza inutili campanilismi, con il chiaro intento di riportare in città il calcio che conta. La partita? Poca cosa, colpa anche delle assenze, due nella Vastese (Napolitano e D’Ambrosio) e addirittura quattro nel Vasto Marina (Lomele, Volpe, Cataruozzolo e Cicatiello). La Vastese ha attaccato di più. Ha preso un palo con Soria (13’ e 26’ st), le è stato annullato un gol di D’Adamo per fuorigioco (40’), ma ha anche subito le ripartenze del Vasto Marina, pericolosissimo con Maisto (26’). L’equilibrio ha prevalso, il pari ci sta tutto.
Gaetano Quagliarella
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